Si scaldano i motori per la grande festa di San Michele a Carmignano

Febbrile lavoro dei quattro rioni per la quattro giorni. Niente palio dei ciuchi ma c'è una serata in più di eventi

PRATO – Una festa di San Michele che si rinnova, rafforzando il ruolo dei rioni, valorizzando il lavoro dei volontari e introducendo importanti novità sul fronte dell’organizzazione e dell’accessibilità. È questo lo spirito dell’edizione 2026 della storica manifestazione carmignanese, presentata alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, del Comitato organizzatore e dei quattro rioni.

A fare gli onori di casa, nella sede della Provincia di Prato, il presidente Simone Calamai, che ha portato il proprio saluto agli organizzatori e ai rappresentanti dei rioni, confermando la propria presenza alla manifestazione. Un ringraziamento alla Provincia per l’ospitalità e al Comune di Carmignano per il sostegno è stato espresso dal presidente del Comitato organizzatore, Giorgio Mannelli, alla sua prima edizione alla guida della Festa.

“È un piacere enorme essere per la prima volta al timone del Comitato – ha dichiarato Mannelli – anche se per me non si tratta di una realtà nuova, perché appartengo da molti anni a questa Festa e al suo Comitato. L’edizione 2026 cerca di rinnovarsi nonostante le difficoltà. Anziché limitarci a rinunciare a qualcosa, abbiamo scelto di aggiungere un giorno di festa, grazie anche alla collaborazione del Corteggio storico”.

Un impegno organizzativo che si traduce in un programma ampliato, in una maggiore attenzione all’accoglienza del pubblico e in una gestione sempre più autonoma della manifestazione, nella quale i rioni assumono un ruolo centrale.

Il sostegno delle istituzioni e il ruolo dei rioni

Il Comune di Carmignano ha ribadito la propria vicinanza alla manifestazione, riconoscendo il valore di una Festa che rappresenta uno degli appuntamenti più significativi della vita culturale e sociale del territorio.

Il vicesindaco Federico Migaldi ha sottolineato il percorso di crescita organizzativa intrapreso dal Comitato e dai rioni, evidenziando come la capacità di affrontare le difficoltà attraverso il confronto e il lavoro concreto rappresenti un elemento importante per il futuro della manifestazione. La mancata disputa della tradizionale corsa dei ciuchi non ha infatti impedito agli organizzatori di lavorare a un’edizione ricca di contenuti e novità. Al centro dell’intervento del vicesindaco, il riconoscimento dell’impegno dimostrato dai rioni, che hanno scelto di affrontare i cambiamenti senza alimentare polemiche, concentrando le proprie energie sulla realizzazione della Festa. Un percorso che testimonia la crescente autonomia organizzativa del Comitato e dei rioni, mentre l’Amministrazione comunale continua a garantire il proprio sostegno attraverso il contributo economico annuale e il lavoro degli uffici e degli operai comunali, impegnati nelle attività necessarie allo svolgimento della manifestazione.

Un giorno di festa in più: musica, tradizione e spettacolo

Tra le principali novità dell’edizione 2026 figura l’ampliamento del programma, con un’ulteriore giornata di festeggiamenti.

Venerdì 25 settembre, alle 19, è prevista la Messa solenne alla presenza del vescovo. A seguire, la serata proseguirà con l’apertura degli stand gastronomici e con l’intrattenimento musicale affidato alla Combriccola del Blasco, cover band di Vasco Rossi. L’ingresso alla serata sarà gratuito.

Il programma prevede inoltre un appuntamento musicale nella giornata di venerdì e, nella serata di sabato, la possibilità di proseguire i festeggiamenti anche dopo la conclusione degli spettacoli.

La proclamazione del rione vincitore della gara di teatro in strada avverrà al termine della manifestazione.

Resta centrale il ruolo dei quattro rioni – Bianco, Celeste, Giallo e Verde – che torneranno a confrontarsi attraverso gli spettacoli di teatro in strada, frutto di mesi di preparazione, progettazione e lavoro volontario.

Biglietti online e prezzi invariati

Tra le novità organizzative di quest’anno figura l’introduzione della vendita online dei biglietti, disponibile a partire da mercoledì 23 settembre.

Nonostante il significativo aumento dei costi di organizzazione, il Comitato ha scelto di mantenere invariati i prezzi di ingresso alla manifestazione.

Le tariffe previste sono: 8 euro per il biglietto di ingresso; 15 euro per un posto in tribuna; 10 euro per un posto in tribuna con visibilità ridotta.
La gestione e il montaggio delle tribune rientrano tra le attività organizzative affrontate dal Comitato per garantire il regolare svolgimento della manifestazione.

Il Trofeo destinato al rione vincitore è stato donato dallo storico Biscottificio I Fochi di Carmignano. 

Accessibilità e inclusione: nuove misure per le persone con disabilità

Particolare attenzione è stata riservata quest’anno al tema dell’inclusione, con il rafforzamento delle misure destinate a favorire la partecipazione delle persone con disabilità.

Accanto all’impegno per l’accoglienza che da sempre caratterizza la manifestazione, l’edizione 2026 introduce due importanti novità: un parcheggio riservato alle persone con disabilità e un modulo di tribuna dedicato esclusivamente a loro. Interventi che rispondono alla volontà del Comitato di rendere la Festa sempre più accessibile, permettendo a un pubblico più ampio di partecipare agli spettacoli e di vivere pienamente la manifestazione.

Viabilità e servizio navette

Per agevolare l’afflusso del pubblico e limitare le difficoltà legate alla viabilità, sarà attivato un servizio di trasporto con navette. Saranno disponibili tre navette nelle giornate di venerdì e domenica e quattro nella giornata di sabato. Tutte partiranno dal Parco Museo, con discesa in via del Granaio.

Oltre 800 figuranti: il lavoro volontario è il cuore della Festa

Dietro gli spettacoli del San Michele si conferma il lavoro di centinaia di volontari che, durante tutto l’anno e soprattutto nelle settimane che precedono la manifestazione, dedicano tempo, competenze ed energie alla preparazione degli allestimenti.

Dalla realizzazione dei carri allegorici alla costruzione delle strutture scenografiche, dalla confezione degli abiti alla progettazione e alla messa in scena degli spettacoli, ogni rione rappresenta un laboratorio collettivo nel quale collaborano persone di tutte le età.

Un impegno che il presidente Mannelli ha voluto ricordare e valorizzare, ringraziando i rionali e i volontari del Comitato per il lavoro svolto, spesso fino a tarda notte, per consentire alla Festa di rinnovarsi ogni anno. La partecipazione dei figuranti conferma la vitalità dei quattro rioni e, in particolare, la crescente presenza delle nuove generazioni.

Il Rione Verde porterà in scena oltre 230 figuranti, con una significativa partecipazione di giovani impegnati nelle attività del rione.

Il Rione Giallo conterà circa 150 figuranti, sostenuto dal lavoro di rionali giovani e appassionati.

Saranno circa 200 i figuranti del Rione Celeste, che registra una forte presenza di ragazzi desiderosi di contribuire alla realizzazione dello spettacolo e di mantenere viva la tradizione rionale.

Anche il Rione Bianco schiererà oltre 200 figuranti, con numerosi nuovi ingressi tra i più giovani.

Una partecipazione che non si limita alla presenza in scena, ma coinvolge direttamente le nuove generazioni nella vita dei cantieri, nelle sartorie e nelle diverse attività di preparazione.

La voce dei rioni: passione, sacrificio e voglia di continuare

Nel corso della presentazione, i rappresentanti dei quattro rioni hanno ribadito il valore del lavoro volontario e l’importanza della collaborazione con il Comitato organizzatore.

Dal caporione del Rione Verde, Sebastien Mansy, è arrivato un ringraziamento al presidente Mannelli, accompagnato dalla consapevolezza che resta ancora una settimana di intenso lavoro prima dell’inizio della manifestazione.

Il Rione Giallo, con Juri Gufoni, ha espresso gratitudine per l’impegno del Comitato e di tutti i rionali, sottolineando il sacrificio personale e il tempo che ogni volontario sceglie di dedicare alla propria passione.

Alessandro Gelli, intervenuto in rappresentanza del proprio rione, ha evidenziato il significato del nuovo assetto organizzativo: «È il primo presidente che nasce da un rione. Un’ulteriore svolta per questa Festa. Sembrava un’utopia, ma sta portando i suoi frutti. Le difficoltà sono enormi, ma la Festa continua».

Angela Buricchi ha rivolto un ringraziamento al presidente Mannelli, alle istituzioni e ai volontari di tutti i rioni, richiamando l’attenzione sulla complessità del lavoro che precede gli spettacoli.

“Carri, sartorie, progettazione, immaginazione e creatività: dietro ogni spettacolo ci sono giorni e notti di lavoro. Siamo volontari, non professionisti. Spero che lo spettacolo riesca a rendere merito a tutto l’impegno che è stato dedicato alla sua realizzazione”.

Parole che restituiscono il significato più profondo della Festa di San Michele: una manifestazione che, al di là della competizione, continua a rappresentare un patrimonio collettivo, capace di coinvolgere generazioni diverse e di rinnovare ogni anno il legame tra i rioni e la comunità carmignanese.

L’edizione 2026 si prepara dunque ad aprire i battenti nel segno della continuità e del cambiamento, con una struttura organizzativa rinnovata, una maggiore attenzione all’accessibilità e la volontà di valorizzare il lavoro di quanti contribuiscono, con passione e dedizione, alla realizzazione della manifestazione.

© Riproduzione riservata

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