(Adnkronos) – In Italia nel 2024 “nessuna regione raggiunge la soglia raccomandata per la seconda dose di vaccino contenente morbillo. Questo risultato è inferiore agli standard definiti dall’Oms, secondo cui, l’elevata trasmissibilità del virus del morbillo richiede il raggiungimento di coperture vaccinali sopra il 95% con due dosi per interrompere la trasmissione e garantire l’immunità di gregge nelle coorti target (bambini, adolescenti e gruppi vulnerabili)”, il quadro descritto “suggerisce una possibile criticità nella copertura vaccinale e un conseguente rischio di aumento della circolazione del morbillo, in particolare tra i soggetti non immunizzati. I dati segnalati nel sistema Premal relativi al 2026 evidenziano come la maggior parte dei casi notificati si verifichi tra i giovani adulti (15-39 anni). Nella stessa fascia di età, il 94,7% dei casi con stato vaccinale noto risulta non vaccinato”. E’ la fotografia scattata dalla circolare ‘Morbillo – analisi epidemiologica (anni 20242026) e raccomandazioni operative’ firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute.
Di particolare rilievo epidemiologico “è la quota di casi tra gli operatori sanitari, che risultano 55 casi su 417 soggetti con professione nota (13,2%) e rappresentano il 19,2% dei casi adulti ( sopra i 18 anni) con professione nota (287) – evidenzia la circolare – Per 45 di questi operatori è disponibile l’informazione sullo stato vaccinale; tra essi, 40 risultano non vaccinati, pari all’88,9% del totale con stato vaccinale noto. Tale evidenza suggerisce un significativo coinvolgimento del setting sanitario nella dinamica di trasmissione, compatibile con esposizioni occupazionali in contesti assistenziali ad alta frequenza di contatto, in particolare in fase di circolazione attiva del virus”.
Le raccomandazioni della circolare. “Tenuto conto del parere espresso dall’Istituto Superiore di Sanità, al fine di rafforzare il controllo e favorire il ripristino dell’interruzione della trasmissione endemica di morbillo, si raccomanda di: potenziare i sistemi di sorveglianza, assicurando un’accurata indagine epidemiologica dei casi sospetti e la conferma di laboratorio sia dei casi sporadici sia dei focolai.
In particolare, si raccomanda la massima tempestività nel condurre l’indagine epidemiologica, la segnalazione del caso sospetto su sistema Premal entro 24 ore e nella raccolta dei campioni biologici, già al primo contatto con il caso sospetto, sia per la conferma diagnostica sia per la caratterizzazione virologica. I campioni dovranno essere inviati al proprio Laboratorio Regionale di Riferimento della rete MoRoNet o, in assenza di questo, al Laboratorio Nazionale di Riferimento”. Inoltre, “promuovere campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie ad alto rischio, e rafforzare le attività di recupero (catch-up) per garantire il completamento della seconda dose. In particolare, rafforzare gli interventi rivolti agli operatori sanitari (verifica dello stato immunitario, offerta attiva della vaccinazione, eventuale screening sierologico)”. Infine, “implementare attività di comunicazione del rischio, rivolte sia agli operatori sanitari sia alla popolazione, al fine di aumentare la fiducia e l’adesione vaccinale, con il coinvolgimento strutturato di medici di famiglia e pediatri di libera scelta”.
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