Valentini: “Pnrr ha spinto gli investimenti, ora la sfida è l’attrattività”

(Adnkronos) – “La competizione è molto forte e non è facile attrarre gli investimenti. Forse non siamo i più forti ad attrarre investimenti, ma il nostro territorio è forte nel trattenere l’investimento. Questo dimostra che siamo attrattivi e la sfida è continuare a esserlo”. Lo ha detto Valentino Valentini, vice ministro delle imprese e del Made in Italy, oggi allo stabilimento Sanofi di Anagni per il convegno ‘Innovazione e sostenibilità per guidare le sfide dell’industria e della salute del futuro’, dedicato alle condizioni necessarie per rafforzare attrattività degli investimenti, filiere, competenze e capacità produttiva delle Life Sciences in Italia. “Il sistema produttivo italiano, anche grazie al Pnrr, ha goduto di forti incentivi che hanno aumentato gli investimenti, noi dobbiamo evitare che il sistema si inchiodi una volta finiti gli incentivi e la risposta è quella che troviamo qua: il contratto di sviluppo fornito dal ministero, in collaborazione con la Regione e le autorità locali, diventa efficace quando l’azienda lo utilizza per cambiare gli strumenti produttivi, cercare di integrarsi con gli studi clinici, cambiare le modalità per essere più competitiva, creare un ecosistema, alimentare e cambiare il territorio intorno a sé”, ha sottolineanto il viceministro. 

Lo stabilimento Sanofi di Anagni “è in una fase di profonda trasformazione strategica: dal consolidato know-how nella sintesi chimica a soluzioni biotecnologiche avanzate, con un nuovo reparto dedicato alle terapie enzimatiche per le malattie metaboliche rare e l’integrazione della produzione del vaccino Hib. Fondamentale, nel processo di trasformazione produttiva, la transizione green: Negli ultimi tre anni gli investimenti nel sito, supportati anche dal Mimit, hanno raggiunto circa 36 milioni di euro. Grazie a questo le emissioni di Co2 sono state ridotte del 37% rispetto al 2019, l’energia proviene interamente da fonti rinnovabili e l’Idra project punta al riciclo di circa 100.000 m cubi di acqua l’anno”.  

La farmaceutica in particolare è al centro di un processo di trasformazione, ha sottolineato, perché “sta cambiando la sanità. Noi dobbiamo andare a misurare non i costi ma a valutare l’impatto sull’uomo. Con l’invecchiamento demografico si andrà verso la prevenzione piuttosto che verso la cura, cambiando le modalità in cui lavoriamo perché con l’Ia e l’utilizzazione dei Car-T, andiamo da una medicina di carattere statistico a una medicina in cui riusciamo ad analizzare il paziente e fare delle preparazioni individuali. Tutto il sistema produttivo si sta già addestrando per essere più snello, più agile e rispondere alle esigenze”, ha sottolineato il viceministro. 

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