Agroalimentare e pesca, l’allarme di Confcooperative Toscana: il caro energia ferma la produzione

FIRENZE – I rincari legati a gas, energia elettrica e carburanti stanno bloccando la filiera agroalimentare e ittica in Toscana. L’aumento dei costi operativi, che si riversa su ogni anello del sistema produttivo, sta spingendo diverse aziende a rallentare o fermare le proprie attività per evitare di lavorare in perdita.

A tracciare il quadro della situazione è Luciano Nucci, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana. Sebbene nella giornata odierna sia entrato in vigore il tetto ai prezzi di benzina e diesel stabilito da Eni e Ip, la misura viene valutata come un segnale positivo ma non sufficiente per risolvere la crisi. Le spese gravano su ogni fase del ciclo: nel comparto agricolo si registrano forti aumenti per l’irrigazione, la gestione delle serre e l’acquisto di mangimi e fertilizzanti. L’industria trasformatrice, che comprende molini, caseifici e conservifici, subisce invece l’impennata dei costi legati alla refrigerazione e alla lavorazione delle materie prime.

Un impatto particolarmente severo colpisce il settore della pesca. In questo ambito, il carburante assorbe una quota maggioritaria delle spese di gestione delle imbarcazioni. L’aumento del gasolio ha reso insostenibili le uscite in mare dal punto di vista economico, spingendo molti operatori a preferire la sosta in porto.

Questa dinamica generale porta inevitabilmente a una contrazione dell’offerta, con realtà agricole che decidono di ridurre le superfici coltivate o di interrompere specifiche produzioni. “Ci sono aziende agricole che riducono le superfici coltivate o fermano alcune produzioni per evitare di lavorare in perdita”, spiega Nucci, evidenziando il paradosso per cui, allo stato attuale, “non è mai accaduto che si preferisse non produrre perché più si lavora e più si rimette”.

La lievitazione delle spese di filiera si scarica a cascata sui consumatori finali, determinando un aumento dei prezzi al dettaglio e una conseguente riduzione del potere d’acquisto. Per scongiurare il blocco di un comparto essenziale per l’economia, Confcooperative richiede l’attuazione di interventi tempestivi. Le misure sollecitate includono l’attivazione di crediti d’imposta, manovre strutturali sul costo dei carburanti e strategie per l’abbattimento generale degli oneri lungo l’intera catena produttiva.

“Le cooperative vogliono continuare a investire e produrre, ma oggi hanno bisogno di essere messe nelle condizioni di farlo”, conclude il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana, ribadendo la necessità di intervenire per evitare che imprese strutturalmente sane siano costrette a fermare i motori per mancanza di convenienza economica.

REDAZIONE

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