VAIANO – Una mattinata di ricordo per l’artista e pittore Riccardo Fattori, scomparso ad agosto.
La sua passione per il disegno ha preso forma fin dall’infanzia a Vaiano ed è diventata un mestiere, lasciando tracce nella vita culturale del paese. A Riccardo Fattori, artista e pittore scomparso il 22 agosto scorso, il Comune ha dedicato sabato scorso una mattinata di ricordo, organizzata con il figlio Duccio e la moglie Silvia. Titolo dell’iniziativa, che si è svolta nel salone consiliare del Comune di Vaiano, Vivendo, disegnando, che male ti fo? – Un ricordo di Riccardo Fattori.
Nato a Vaiano, dove ha trascorso l’infanzia e gran parte della vita adulta, Fattori ha mantenuto con il paese un rapporto profondo, che ha continuato ad alimentare il suo immaginario artistico. Nel corso degli anni ha realizzato libri, illustrazioni e progetti di comunicazione per aziende, enti e istituzioni, intrecciando il proprio percorso professionale con numerose collaborazioni sul territorio.
Ha lavorato con l’amministrazione comunale, il Centro di documentazione storico-etnografica (Cdse) e la Comunità montana, ma anche con associazioni, scuole e aziende locali. Pubblicazioni, manifesti, loghi, insegne e mappe raccontano questa presenza, accanto ai progetti didattici che hanno portato il suo lavoro a contatto con i più giovani. Già all’inizio degli anni Ottanta, insieme ad altri artisti del territorio, aveva partecipato ai laboratori artistici e di educazione all’immagine rivolti alle scuole e promossi dal Comune. Tra le immagini che ha lasciato alla comunità figura il manifesto per l’inaugurazione della Biblioteca Basaglia nel 1983, diventato parte della memoria culturale di Vaiano.
“Riccardo Fattori ha lasciato un segno nella vita culturale di Vaiano, condividendo la sua passione per l’arte anche con i più giovani. Lo ricordiamo – ha detto la sindaca Francesca Vivarelli – insieme alla sua famiglia e a chi gli è stato vicino, con gratitudine per ciò che ha donato alla nostra comunità”.
La mattinata ha dato voce a chi ha condiviso con lui esperienze di vita e di lavoro. Dopo l’apertura istituzionale, la moglie Silvia Domestici ha letto un passaggio scritto da Riccardo sulla propria infanzia a Vaiano. Emanuele Becheri ha parlato del rapporto personale e artistico con Fattori, mentre Cristina Giglioli, presidente della Fondazione Giuliano Scabia, ha ripercorso l’amicizia e la collaborazione con Scabia: un legame umano e creativo che si è espresso anche attraverso l’illustrazione dei suoi canti e delle sue opere.
Tra le numerose testimonianze anche quella di Carlo Taiti, che ha ricordato il forte rapporto di amicizia e di lavoro che legava Riccardo Fattori a lui, Stefano Arrighini, Giuliano Scabia e al gruppo della Briglia, dal quale nacque una significativa esperienza di collaborazione con Scabia.
Nel corso dell’incontro sono state ricordate anche le esperienze di Fattori nei laboratori di educazione all’immagine. Annalisa Marchi ha ripercorso la sua collaborazione con il Cdse, soffermandosi in particolare sul lavoro che portò alla realizzazione delle illustrazioni per la pubblicazione dedicata agli itinerari laurenziani.
Maria Camilla Pagnini, architetta e studiosa del design toscano, si è soffermata sull’opera grafica, mentre Alda Meucci ha portato una testimonianza sul lavoro di Fattori per l’azienda di cioccolato La Molina. L’intervento conclusivo è stato affidato al figlio Duccio Fattori.
Ad accompagnare l’incontro, l’allestimento di una selezione di opere che hanno raccontato Riccardo Fattori artista e uomo.


