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martedì 4 Agosto 2026
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A Palazzo Banci Buonamici la presentazione del volume “Le relazioni fra Italia e Albania 1910-1940” di Lucarelli

Trent'anni di storia politica e militare

PRATO – La prima metà del Novecento fu cruciale per lo sviluppo dell’Albania indipendente, decenni attraversati da episodi controversi, sui quali si stese l’ombra della “lunga mano” delle potenze europee, Italia compresa.

Per ripercorrere quei trent’anni di storia, venerdì 29 maggio alle 18 la Sala del Gonfalone di Palazzo Banci Buonamici, ospita la presentazione del volume Le relazioni fra Italia e Albania 1910-1940, dello storico militare Niccolò Lucarelli, uscito per i tipi di Mursia. Dialoga con l’autore Enico Iozzelli, del Museo della Deportazione e della Resistenza. Modera il giornalista Fabio Barni. L’evento è organizzato da Asterisco associazione culturale, in collaborazione con il Museo della Deportazione e della Resistenza e con il Patrocinio della Provincia di Prato e dell’Associazione Integrity, che si occupa di cooperazione economica e culturale fra Italia e Albania.

Un Paese così vicino, ma paradossalmente, per molti aspetti ancora lontano, riapparso sulla carta geografica con le tumultuose migrazioni del 1991. In realtà, i rapporti fra l’Albania moderna e l’Italia datano sin dalla sua indipendenza nel 1912, per la quale la stessa Italia giocò un ruolo che mantenne, fra alterne vicende, fino alla Seconda guerra mondiale.

In quest’ottica, il volume di Lucarelli ripercorre le relazioni italo-albanesi a partire dai moti per l’indipendenza del Paese, cui seguirono l’impegno militare del Regio Esercito nella Grande Guerra, il tentativo di protettorato e le ambigue relazioni politiche ed economiche intrattenute dal fascismo fino all’invasione del 1939 e la successiva occupazione. Trenta anni di storia politica e militare ripercorsa anche attraverso fonti albanesi, tedesche e statunitensi poco note o inedite per l’Italia, documentando i complessi rapporti diplomatici fra i due Paesi e le strategie politiche dei vari governi che, da Giolitti a Mussolini, affrontarono la “questione albanese”.

Come spiega l’autore, “In retrospettiva storica si può affermare che l’Albania fu il “sogno proibito” dell’ultima stagione dell’Italia liberale, che non riuscì a stabilirvi un protettorato e perse Valona dopo una lunga e sanguinosa guerra. L’Albania fu anche l’ultima avventura coloniale dell’impero fascista prima della tragedia della Seconda guerra mondiale, fu l’illusione che avrebbe dovuto aprire all’Italia le porte dei Balcani, fu la terra di operazioni commerciali e industriali non sempre andate a buon fine, spesso con risultati al di sotto delle attese”.

 

© Riproduzione riservata

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