Centri di permanenza per il rimpatrio, Zecchi (FdI): “Serve un confronto serio”

"Basta fare propaganda"

PRATO – Cosimo Zecchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Prato, interviene sui Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr): “Sul tema dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) sarebbe opportuno smettere di fare propaganda e affrontare il problema per quello che è. La consigliera regionale Marta Logli sostiene che i Centri di permanenza per il rimpatrio non rappresentino una risposta alle esigenze di sicurezza? Noi riteniamo invece che il punto sia un altro: se lo Stato dispone l’espulsione di una persona che non ha titolo per rimanere sul territorio e che si è resa responsabile di reati, deve anche avere strumenti concreti per rendere effettivo quel provvedimento”.

“Le nostre città – prosegue Zecchi – non possono essere chiamate a gestire da sole situazioni che richiedono strumenti e competenze dello Stato. Se una persona destinataria di un provvedimento di espulsione non può essere rimpatriata perché non esiste una struttura nella quale possa essere trattenuta nei limiti e secondo le procedure previste dalla legge, il problema rimane aperto. Ed è proprio su questo che dovrebbe concentrarsi il confronto politico. Per questo riteniamo che i Cpr siano uno degli strumenti da mettere in campo per rendere effettivi i rimpatri. Questo non significa ignorare le questioni relative alle condizioni di permanenza, ai controlli, alle garanzie e alla gestione delle strutture. Significa, al contrario, discutere concretamente di come debbano essere organizzati e dove debbano essere collocati, anziché limitarsi a escluderne a priori la necessità”.

Zecchi richiama anche quanto emerso ieri in merito al carcere della Dogaia: secondo quanto riferito dal deputato di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti e dalla capogruppo di FdI in consiglio regionale Chiara La Porta, negli uffici del medico di guardia sono stati rinvenuti appunti con indicazioni per certificare le condizioni di salute dei detenuti stranieri, in modo da evitare il loro trasferimento presso i Cpr.
Michelotti ha annunciato un’interrogazione in Parlamento chiedendo di fare chiarezza. “Sulla vicenda sarà necessario chiarire tutti gli aspetti ed effettuare gli accertamenti del caso, ma il fatto che ciò sia emerso in queste ore, mentre discutiamo della necessità di rendere effettivi i rimpatri, conferma se non altro quanto il tema sia concreto e non possa essere liquidato come una semplice contrapposizione ideologica – conclude Zecchi – al PD chiediamo di entrare nel merito: negare la necessità di affrontare il problema dei rimpatri significa, a nostro avviso, non confrontarsi con una questione che riguarda concretamente la sicurezza dei cittadini e la capacità delle istituzioni di far rispettare le proprie decisioni. Abbiamo bisogno di attuare politiche di rimpatrio verso chi delinque e questo può avvenire solo tramite i Cpr: il Partito Democratico abbandoni l’ideologia e avvii un confronto su come e dove devono essere realizzate queste strutture. Ma negarne la necessità significa vivere in una realtà parallela”.

 

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