PRATO – “Sullo Stadio del Nuoto di Iolo i numeri sono scritti negli atti del Comune e vanno raccontati ai cittadini per quello che sono”. Lo dichiara il consigliere comunale Jonathan Targetti, che ha esaminato il piano di ammortamento del mutuo da 9,5 milioni di euro acceso con l’Istituto per il credito sportivo e culturale.
“Il mutuo dura 25 anni: 50 rate semestrali da 311 mila euro, oltre 622 mila euro l’anno, fino al 31 dicembre 2048. Il tasso è del 4,32%. Vuol dire che su 9,5 milioni presi in prestito, il piano prevede 6.066.190 euro di soli interessi, per un costo complessivo di oltre 15,5 milioni”.
“È vero che esiste un contributo statale in conto interessi di circa 2 milioni di euro – prosegue Targetti – ma non è un dato acquisito una volta per tutte. È legato a precise condizioni: l’intervento deve conservare le caratteristiche, le finalità e l’importo comunicati all’Istituto, e ogni modifica sostanziale a progetto, quadro economico, finanziamento o tempi va comunicata e viene valutata. Nella migliore delle ipotesi restano quindi oltre 4 milioni di interessi a carico dei pratesi. Nella peggiore, se quelle condizioni venissero meno, il conto torna a 6 milioni pieni”.
“C’è poi un dato che colpisce. Il Comune paga le rate dal giugno 2024, mentre il progetto esecutivo è stato approvato solo l’1 settembre. Ad oggi sono già usciti dalle casse comunali 1,55 milioni di euro, di cui quasi un milione di interessi, per un’opera che non esiste ancora. In questo quadro, dopo la revoca dei 6,5 milioni di fondi Pnrr, la scelta politica è stata quella di coprire il buco con risorse dell’Ente e portare lo scostamento di bilancio in Consiglio comunale. Senza un’analisi della sostenibilità economica dell’operazione e senza dire quanto pesano gli interessi sui bilanci dei prossimi vent’anni. Un’opera da 16 milioni che, con gli oneri finanziari, arriva a costarne tra i 20 e i 22. E se consideriamo anche parcheggi, verde e restauro della vecchia piscina, si superano tranquillamente i 30 milioni”.
“Chiedo che prima di ogni voto vengano portati in aula il costo complessivo aggiornato – prosegue – l’impatto sulla spesa corrente fino al 2048, le condizioni a cui è subordinato il contributo statale e i servizi a cui si rinuncia per finanziare tutto questo. Decidere senza questi numeri non è amministrare è rinviare il conto a chi verrà dopo”.
“Per questo esorto pubblicamente il presidente Aldo Godi a invitare il commissario Sammartino a una seduta della commissione controllo e garanzia – conclude Targetti – È quella la sede in cui questi numeri devono essere messi sul tavolo e discussi alla luce del sole, con atti e risposte puntuali. I cittadini hanno diritto di sapere quanto costerà davvero quest’opera e chi ne risponde”.


