PRATO – Cordoglio del sindaco Biffoni e dell’amministrazione comunale per la morte di monsignor Santino Brunetti.
Il sindaco Matteo Biffoni e l’amministrazione comunale esprimono il proprio profondo cordoglio per la scomparsa di monsignor Santino Brunetti, storico parroco di Maliseti, deceduto questa mattina all’età di 83 anni.
“Con la scomparsa di don Santino, la Chiesa e la città di Prato perdono un sacerdote profondamente stimato e amato”, dichiara il sindaco Biffoni. “Guida salda e punto di riferimento per l’intera comunità di Maliseti — credenti e non credenti —, ha saputo costruire nel tempo un forte senso di appartenenza e vicinanza. Negli anni al vertice della Caritas diocesana ha collaborato con l’Amministrazione comunale, rappresentando il volto dell’accoglienza, del sostegno agli ultimi e dell’integrazione per chiunque giungesse in città da ogni parte del mondo. Siamo vicini al vescovo Giovanni Nerbini, alla comunità parrocchiale di Maliseti e a tutta la Chiesa pratese in questo momento di doloroso lutto”.
Don Brunetti era nato a Massalengo (oggi in provincia di Lodi, allora di Milano) il 27 dicembre 1943. Era cresciuto in una numerosa famiglia della piana lombarda. Il padre, che lavorava come casaro, morì a 19 anni lasciando una moglie e sette figli. Per aiutare la madre Santino iniziò a lavorare come falegname a 16 anni. Frequentava l’Azione Cattolica e la Casa della Gioventù a Lodi dove il suo padre spirituale era don Bassano Staffieri, futuro vescovo di Carpi e di La Spezia-Sarzana-Brugnato.
Il legame con Prato nacque da uno “scambio” tra don Staffieri e il vescovo Pietro Fiordelli: quest’ultimo inviò a Lodi tre spigolatrici e chiese in cambio tre preti per la sua diocesi in espansione. Quando Santino maturò la propria vocazione gli fu prospettata la possibilità di trasferirsi a Prato, il cui seminario era uno dei pochi ad accettare vocazioni adulte e senza la necessità di un diploma di scuola superiore. Insieme a lui arrivarono altri seminaristi lodigiani come don Angelo Rancati, don Pio Biasin e don Renato Chiodaroli.
È stato ordinato sacerdote il 28 febbraio 1971 dal vescovo Fiordelli proprio nella chiesa di San Giovanni Battista a Maliseti, da poco consacrata, dove prestava servizio come diacono. Dopo l’ordinazione è stato 4 anni viceparroco a Vaiano. Nel 1975 la nomina alla guida della comunità di Maliseti, giovane parrocchia resasi autonoma da Chiesanuova solo nove anni prima. Lì don Santino è rimasto 50 anni sino allo scorso mese di ottobre e ha visto la grande crescita e trasformazione della comunità locale. Oggi gli succede un altro sacerdote lombardo, don Marco Locati.
Don Brunetti ha anche diretto per anni la Caritas diocesana e si è occupato della pastorale dei migranti.
Il vescovo, monsignor Giovanni Nerbini, ne sottolinea la grande maturità pastorale: “Di don Santino ho tanti e bei ricordi. Mi piace evidenziare la sua fedeltà all’impegno di pastore e come questo impegno lo abbia portato avanti efficacemente nella parrocchia di Maliseti, ma anche come abbia contributo alla vita della diocesi. Persona di grande ricchezza spirituale e intelligenza, ha saputo dare costanti contributi alle attività pastorali trovando spesso soluzioni creative per percorsi non facili. Molto orientato all’accoglienza ha curato ottimamente gli incarichi con la Caritas e i Migrantes. Il suo amore per la propria parrocchia è emerso anche quando, recentemente, ha compreso che i crescenti impegni lo avrebbero pian piano messo in difficoltà e ha fatto un passo di lato con grande lungimiranza. E’ stato un punto di riferimento prezioso per molti”.
Don Marco Locati, suo successore a Maliseti, lo ricorda con profonda commozione: “Quando sono stato assegnato a Maliseti – chiosa – don Santino mi ha accolto con grande affetto e rispetto e mi ha lasciato anche totale libertà di portare delle novità nella gestione della parrocchia. E’ stato una persona straordinaria e sarebbe stato ancora fondamentale per la vita della comunità. Tra l’altro ci accomunava anche il fatto di essere lombardi, entrambi nati nella provincia di Milano, e ogni tanto ci siamo messi a parlare in dialetto. Uomo di grande fede, ha iniziato a stare male a gennaio, subito dopo l’Epifania, e di lì a poco mi ha chiamato per ricevere i sacramenti; ha poi vissuto con straordinaria serenità questi mesi di terapie per combattere la sua malattia e nei quali è stato forzatamente inattivo. Ultimamente sembrava stare un po’ meglio tanto che aveva ripreso a celebrare qualche volta la Messa alle 8. La notizia del suo decesso è stata dunque inattesa. Sarà sempre nel mio cuore e in quello di tutti i parrocchiani di Maliseti”.
La salma di monsignor Santino Brunetti sarà esposta dalle 9 di domani (1 settembre) nella chiesa di San Giovanni Battista a Maliseti. Le esequie si terranno mercoledì alle 15 sempre nella chiesa parrocchiale di Maliseti. Il feretro sarà poi trasferito in Lombardia per la tumulazione.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Prato si unisce al dolore della Diocesi di Prato e della Comunità di Maliseti per la morte di don Santino Brunetti. “Lo ricordiamo – dice una nota – determinato nell’affermare il primato della carità, sempre attento al disagio e alla marginalità, capace di dialogo costruttivo con tutti, su sua richiesta la Fondazione Cassa ha potuto contribuire al recupero del Circolo Anspi di Maliseti, danneggiato dall’alluvione del 2023. Uno spazio dedicato alle suore vincenziane, Suor Caterina e suor Fausta, che proprio don Santino aveva voluto per l’attività in Zona Verde, dove hanno contribuito all’importante processo di integrazione sociale del quartiere e sono state animatrici instancabili di numerose attività: dal doposcuola all’oratorio fino al servizio per le persone extracomunitarie e per i carcerati e le loro famiglie”.


