PRATO – Emergono dettagli cruciali e nuovi arresti nell’ambito delle indagini sui gravi fatti che nella giornata di ieri hanno visto protagonista il carcere di Prato e il pronto soccorso della città laniera, dove un giovane è stato raggiunto da un colpo di pistola esploso da un agente di polizia penitenziaria.
Dalle ricostruzioni e dalle verifiche effettuate dagli inquirenti è emerso che l’azione esterna alla struttura carceraria è stata condotta da un gruppo di tre persone: due accompagnatori e il lanciatore materiale dei plichi, lo stesso ragazzo poi rimasto ferito all’ospedale. Il giovane ha effettuato complessivamente cinque lanci dall’esterno verso il perimetro detentivo: tre involucri sono atterrati nei cortili di passeggio del settore media sicurezza, mentre gli altri due sono finiti nell’intercapedine del muro di cinta. Il carico recuperato ammontava a ben 600 grammi di hashish e due telefoni cellulari.
Le operazioni condotte dalle forze dell’ordine hanno portato all’arresto immediato di tutti e tre i soggetti presenti all’esterno del carcere. Parallelamente, l’arresto è scattato anche per il detenuto che, dall’interno dei passeggi, aveva provveduto a raccogliere i tre plichi caduti nel cortile.
Svolta fondamentale arriva invece sul fronte dell’episodio avvenuto all’interno del nosocomio pratese. L’acquisizione e l’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza hanno fatto piena luce sulla dinamica degli spari. Le immagini mostrano due agenti della polizia penitenziaria che cercavano di raggiungere il ragazzo che tentava la fuga. Il giovane si trovava ammanettato e bloccato all’interno di un ambiente chiuso dal quale non avrebbe avuto alcuna possibilità di uscire. In quel frangente, uno dei due agenti ha estratto l’arma e ha esploso tre colpi di pistola contro il ragazzo, uno dei quali lo ha centrato a una gamba. Un quadro chiaro che resta al vaglio della magistratura, mentre continua a registrarsi una costante e preoccupante situazione di illegalità attorno alla struttura carceraria.


