25.1 C
Prato
venerdì 5 Giugno 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

L’educazione sessuale a scuola è legge: vietata alle elementari, da autorizzare per medie e superiori

L’educazione sessuale nelle scuole è legge, ma fa discutere. Ieri, giovedì 4 giugno, il Senato ha definitivamente approvato il “ddl Valditara” con 78 voti a favore e 38 contrari e nessun astenuto, mettendo la parola fine a un iter normativo particolarmente dibattuto negli ultimi anni in seguito ai numerosi episodi di violenza di genere.

La nuova legge tratta diversamente la materia a seconda dell’età degli studenti:

  • Scuole dell’infanzia (materne) e primarie (elementari): divieto assoluto di affrontare temi attinenti all’ambito sessuale in qualsiasi forma;
  • Scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori): obbligo di un’autorizzazione firmata dai genitori (o dagli studenti, se maggiorenni). In assenza di autorizzazione, l’istituto ha l’obbligo di fornire a quegli studenti una formazione alternativa.

Per le scuole medie e superiori, quindi, nella stessa classe potranno trovarsi studenti che seguiranno le lezioni di educazione sessuale e studenti che non la seguiranno.

Come deve essere fatta l’autorizzazione

La legge fissa i requisiti della richiesta di consenso, che costituisce oggetto di autorizzazione da parte dei genitori o degli studenti maggiorenni.

La richiesta deve esplicitare le finalità, gli obiettivi educativi e formativi, i contenuti, gli argomenti, i temi e le modalità di svolgimento delle attività. L’eventuale intervento di esperti esterni o di rappresentanti di enti o associazioni deve essere esplicitato nella richiesta.

Entro quando deve essere firmata

Il consenso informato preventivo deve essere richiesto entro il settimo giorno antecedente alla data prevista per lo svolgimento delle attività. Le scuole sono inoltre obbligate a sottoporre ai genitori il materiale che verrà utilizzato durante queste lezioni per una visione preventiva.

Secondo esponenti della minoranza, la legge rischia di deteriorare il (già fragile) rapporto di fiducia tra scuola e famiglia: “Questo è un precedente gravissimo non solo per la scuola, ma per le famiglie: state dicendo ai genitori di aver paura degli insegnanti. E noi non ci saremo mai”, ha detto Simona Malpezzi, che, intervenendo in aula, ha definito il provvedimento come “il primo regalo politico a Vannacci e a Futuro Nazionale”. Il disegno di legge, infatti, era stato inizialmente proposto da Rossano Sasso, deputato per la Lega ora in forza al partito del generale.

Educazione sessuale a scuola: “Rafforza le disuguaglianze educative”

Per Giorgia D’Errico, direttrice relazioni Istituzionali di Save the Children. Secondo, la nuova legge “rischia di indebolire l’alleanza educativa tra scuola e famiglia e rafforzare le disuguaglianze educative”.

Una disuguaglianza già esistente e testimoniata dai numeri: secondo i dati dell’ultima ricerca di Save the Children “Stavo solo scherzando”, in Italia meno della metà degli adolescenti (47%) ha studiato educazione sessuale e affettiva a scuola.

Il ddl Valditara “tutela i bambini dalla ideologia gender”

Lega e Fratelli d’Italia sono da sempre contrarie all’educazione sessuale e affettiva a scuola, perché sostengono che sia un’occasione per diffondere la cosiddetta “ideologia gender”, una teoria (priva di evidenza scientifiche) utilizzata per criticare le rivendicazioni della comunità Lgbtq+.

Secondo il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, la legge sul consenso informato tutelerà “i bambini dalla confusione della propaganda gender” e restituirà “voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni”. Da un’indagine del ministero della Salute emerge però che la famiglia, in Italia, è un contesto in cui difficilmente si affrontano temi come la sessualità, le infezioni sessualmente trasmissibili o la contraccezione.

Il ministro respinge le accuse di chi chiedeva una introduzione omogenea e strutturata dell’educazione sessuale e affettiva a scuola: “Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia.

Non è vero che non si farà l’educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola. Per la prima volta – aggiunge Valditara – introduciamo nei programmi delle medie l’educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili. Nelle vecchie Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo non era prevista. Sarà introdotta anche nei programmi di scienze per le superiori”.

Il ruolo dei genitori

Le associazioni delle famiglie accolgono positivamente la nuova legge: “Per anni i genitori hanno visto erosa la loro centralità nel percorso educativo dei figli, spesso esclusi o scavalcati da logiche burocratiche e ideologiche che non tenevano conto del loro ruolo primario”, commenta Antonio Affinita, direttore generale del Moige (Movimento Italiano Genitori) secondo cui con la legge sul consenso informato “il Parlamento riconosce ciò che la Costituzione italiana ha sempre sancito: i genitori sono i primi e principali educatori dei propri figli. La comunità, la scuola, le istituzioni hanno un ruolo prezioso e insostituibile di supporto alla genitorialità, ma devono operare in sinergia con le famiglie, non in loro sostituzione. Questo provvedimento – conclude Affinita – segna un punto di svolta rispetto a una cultura statalista nell’educazione che va definitivamente superata I genitori non sono un ostacolo: sono il perno del sistema educativo”.

Di “vittoria storica” parla l’associazione Pro Vita&Famiglia tramite le parole del portavoce Jacopo Coghe: “I genitori potranno conoscere, individuare e respingere in anticipo progetti inappropriati che promuovono tra i minori il genere fluido, l’aborto, l’utero in affitto e una visione ideologica della sessualità, spesso sotto l’etichetta della parità di genere o del contrasto agli stereotipi o alle discriminazioni”.

Un osservatorio permanente sul consenso informato

Per Jacopo Coghe, però, la legge sul consenso informato non è sufficiente: “chiediamo al Ministero di istituire un Osservatorio permanente sul consenso informato, per garantirne la corretta applicazione e impedire che la norma sia sabotata sui territori camuffando i progetti per farli apparire estranei all’ambito sessuo-affettivo”, afferma il portavoce dell’associazione Pro Vita&Famiglia.

L’educazione sessuale nel resto d’Europa

L’educazione sessuo-affettiva a scuola ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico dopo il brutale femminicidio di Giulia Cecchettin che, per l’Italia, è stato uno spartiacque in materia di violenza di genere.

Negli ultimi mesi il ddl Valditara era stato al centro di forti discussioni politiche anche perché l’Italia è uno dei pochi Paesi europei dove l’educazione sessuale nelle scuole non è obbligatoria per legge. Gli altri sono Bulgaria, Lituania, Cipro, Romania e Polonia.

La raccomandazione dell’Oms

Secondo diversi studi internazionali, l’introduzione dell’educazione sessuale a scuola riduce i casi di gravidanze precoci, aborti e infezioni sessualmente trasmissibili, ma anche gli episodi di violenza, abusi e discriminazioni legate al genere o all’orientamento sessuale dell’individuo.

Anche l’Organizzazione mondiale della Sanita (Oms) consiglia ai governi di renderne obbligatorio l’insegnamento alla luce di evidenza scientifiche riportate in questa pubblicazione. Il cuore della raccomandazione, datata 14 marzo 2018, è chiara sin dalle prime battute: “L’educazione sessuale completa (Cse) svolge un ruolo centrale nella preparazione dei giovani a una vita sicura, produttiva e piena in un mondo in cui Hiv e Aids, infezioni sessualmente trasmissibili (Ist), gravidanze indesiderate, violenza di genere (Gbv) e disuguaglianza di genere continuano a rappresentare seri rischi per il loro benessere”.

Poi, il monito ai Paesi: “Tuttavia, nonostante le prove chiare e convincenti dei benefici di una Cse di alta qualità, basata sui programmi scolastici, pochi bambini e giovani ricevono una preparazione per la vita che li metta in condizione di prendere il controllo e di compiere decisioni informate sulla propria sessualità e sulle relazioni in modo libero e responsabile”.

Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Prato
nubi sparse
25.1 ° C
26.2 °
23.8 °
50 %
5.4kmh
27 %
Ven
24 °
Sab
27 °
Dom
29 °
Lun
30 °
Mar
28 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS