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Perché la nuova Siri AI di iPhone non arriverà in Europa

(Adnkronos) – La conferenza degli sviluppatori Apple di quest’anno ha sancito una rottura che rischia di durare anni. Il colosso californiano ha annunciato che Siri AI, la novità principale del nuovo sistema operativo, non debutterà nell’Unione Europea il prossimo settembre. Non si tratta di un ritardo tecnico legato alla localizzazione linguistica, ma di una scelta strategica dettata dall’incompatibilità radicale tra l’architettura del software e l’applicazione del Digital Markets Act da parte della Commissione Europea. I vertici di Cupertino, guidati dal responsabile del marketing Greg Joswiak, hanno espresso una posizione netta, definendo la situazione come l’esempio più palese di un’interpretazione estrema delle norme comunitarie. 

Al centro della disputa c’è l’obbligo di garantire l’interoperabilità. Secondo i regolamenti europei, Apple dovrebbe concedere agli assistenti virtuali concorrenti, come Google Gemini o ChatGPT, lo stesso identico livello di integrazione nel sistema operativo concesso a Siri. Una richiesta che per la casa di Cupertino è impraticabile per ragioni di sicurezza. La nuova Siri funziona infatti attraverso un indice semantico locale che scansiona comunicazioni, messaggi, foto e dati personali dell’utente per poter rispondere in modo contestuale. Aprire queste porte ad applicativi di terze parti, secondo i tecnici della Mela, significherebbe esporre i dati sensibili a potenziali monetizzazioni pubblicitarie o accessi non autorizzati. 

I tentativi di mediazione sono falliti mesi fa. Apple aveva proposto a Bruxelles una soluzione intermedia definita Trusted System Agent, un sistema di controllo per fare da filtro agli assistenti terzi mantenendo gli standard di sicurezza della casa. La Commissione ha respinto la proposta, ritenendo illegale il lancio del servizio senza una totale e immediata apertura alla concorrenza. Di conseguenza, lo sviluppo per il mercato europeo è stato congelato. Mentre sui sistemi operativi non regolati dal DMA, come Mac e Apple Vision Pro, le funzioni saranno accessibili, su iPhone e iPad l’Europa rimarrà ferma alla versione classica del software. 

La limitazione per gli utenti europei non riguarderà comunque l’intero pacchetto dei servizi. Tutte le altre funzionalità legate ad Apple Intelligence, dagli strumenti di scrittura alla modifica avanzata delle immagini fino alle funzioni di Image Playground, saranno disponibili fin dal primo giorno anche nei paesi dell’Unione. Il problema resta circoscritto all’assistente vocale e alla sua capacità di attingere al contesto personale. Il mercato europeo si trova così in una posizione d’attesa, con una barriera normativa che per la prima volta blocca l’evoluzione del prodotto di punta di Cupertino, definendo un precedente importante nei rapporti tra big tech e legislazione continentale. 

tecnologia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

© Riproduzione riservata

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