Manchester City, caos fair play finanziario: dal rischio retrocessione alla Champions 2023 vinta contro l’Inter, cosa può succedere

(Adnkronos) – Potrebbero esserci importanti sviluppi nel caso che coinvolge il Manchester City e la Premier League. Nel pomeriggio di venerdì 25 settembre, il tribunale indipendente incaricato di esaminare il procedimento ha raggiunto una prima conclusione sulle 115 presunte violazioni contestate al club, con 114 delle accuse considerate fondate. 

Secondo Sky Sports, la vicenda non sarebbe però ancora arrivata al termine. Il procedimento dovrebbe ora proseguire attraverso il ricorso in appello, aprendo così una nuova fase della disputa tra il club e la Premier League. Anche il Manchester City ha mantenuto una posizione ufficiale improntata alla cautela. Un portavoce della società ha ribadito che il procedimento è tuttora in corso e che diversi elementi devono ancora essere definiti. Il club ha poi sottolineato come l’intera procedura sia sottoposta a rigorosi obblighi di riservatezza. 

Il City sostiene di aver seguito scrupolosamente l’iter previsto nel corso degli ultimi otto anni, confidando nell’indipendenza e nell’imparzialità degli organi della Premier League incaricati di supervisionare il procedimento (LEGGI L’ARTICOLO) 

Cosa sta succedendo? Il caso che coinvolge il Manchester City e la Premier League si trascina ormai da diversi anni e riguarda 115 contestazioni legate a presunte violazioni delle norme finanziarie. Le accuse, formalizzate nel 2023, fanno riferimento a comportamenti che il campionato inglese colloca principalmente tra il 2009 e il 2018, oltre alla presunta mancata collaborazione del club durante l’inchiesta condotta dalla Premier League tra il 2018 e il 2023. 

Le contestazioni sono suddivise in diverse categorie. In 54 casi, il Manchester City è accusato di non aver fornito informazioni finanziarie ritenute complete e corrette. Altre 35 contestazioni riguardano invece la presunta mancata collaborazione con gli investigatori della Premier League nel periodo compreso tra dicembre 2018 e febbraio 2023. Quattordici accuse sono legate, invece, alla presunta mancata comunicazione di informazioni dettagliate riguardo ai compensi riconosciuti a giocatori e allenatori nelle stagioni comprese tra il 2009/10 e il 2017/18. 

Il quadro comprende inoltre sette contestazioni relative alle norme di redditività e sostenibilità della Premier League, che secondo l’accusa sarebbero state violate nelle stagioni 2015/16 e 2017/18. Le ultime cinque riguardano infine i regolamenti UEFA, comprese le disposizioni sul Fair Play Finanziario, relativamente alle stagioni 2013/14 e 2017/18. 

Fin dall’inizio, il Manchester City ha respinto tutte le accuse. Nel comunicato diffuso nel febbraio 2023, il club aveva espresso sorpresa per le contestazioni e aveva dichiarato di voler sottoporre il caso a una Commissione indipendente. L’obiettivo indicato dalla società era quello di permettere una valutazione imparziale delle numerose prove che, secondo la propria posizione, avrebbero sostenuto la completa estraneità del club alle violazioni contestate. 

Resta da capire quale potrebbe essere l’eventuale conseguenza per il Manchester City nel caso in cui la Commissione dovesse accogliere le contestazioni della Premier League. Il regolamento non stabilisce una punizione unica o automatica per questo tipo di violazioni, lasciando quindi alla Commissione un ampio margine nella scelta della sanzione. 

Tra le ipotesi previste figurano una multa, una penalizzazione in classifica e, nello scenario più severo, l’esclusione del club dalla Premier League. L’assenza di un sistema di sanzioni predeterminate rende però difficile stabilire a priori quale potrebbe essere l’eventuale provvedimento nei confronti dei Citizens.  

Un aspetto distinto riguarda invece i trofei conquistati dal Manchester City. La revoca dei titoli ottenuti nel periodo preso in esame non dovrebbe rientrare tra i provvedimenti applicabili nell’ambito del procedimento. Lo stesso vale per le competizioni europee: la Premier League non ha competenza sulla Uefa. Di conseguenza, la Champions League conquistata dal City nel 2023, nella finale vinta contro l’Inter, non sarebbe coinvolta nel procedimento. 

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