Medici in fuga dal Ssn, al cogresso Siaarti il benessere di chi cura torna al centro

(Adnkronos) – “Secondo i dati pubblicati qualche giorno fa in uno studio Anaao Assomed, nel 2025 si sono dimessi 3.767 medici ospedalieri, più di quanti siano andati in pensione. E il benessere di chi cura in ospedale è uno dei temi di Icare 2026”, 80esimo congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) – informa una nota – da giovedì 22 a sabato 24 ottobre all’Allianz MiCo di Milano. Qualche segnale positivo, per gli anestesisti-rianimatori, c’è: nel 2026 – si legge – è stato assegnato il 90% dei contratti di specializzazione in Anestesia e Rianimazione, contro l’81% del 2025. Resta la sicurezza: l’ultima relazione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie (Onseps) conta 17.956 aggressioni segnalate, con oltre 23.000 operatori coinvolti.  

“Un medico che lascia l’ospedale porta via anni di formazione e di esperienza. A chi lavora in ospedale servono turni sostenibili, reparti sicuri e prospettive di continuo apprendimento, con crescita lavorativa oltre che economica – afferma Elena Giovanna Bignami, presidente Siaarti – . Ma la cosa che conta di più sarebbe avere del tempo di qualità da dedicare ai nostri pazienti, e questo si ottiene con organici adeguati e distribuzione equa del lavoro. Quest’anno più giovani medici hanno scelto la nostra specializzazione, e dobbiamo essere all’altezza della loro scelta. Prendersi cura di chi cura è il primo passo. Al congresso abbiamo voluto un posto dove fermarsi e farsi ascoltare: noi lo facciamo ogni giorno con i pazienti, per una volta qualcuno lo fa con noi”. 

Al congresso ci sarà anche il “confessionale”, uno spazio di ascolto – dettaglia la nota – realizzato in collaborazione con l’ospedale San Raffaele. Il nome è ironico: una stanza appartata dove si parla a tu per tu, ci si confida e ci si sfoga. Qui, per una volta, sono gli anestesisti-rianimatori a parlare di sé. Si può passare anche solo per dieci minuti, per un caffè, due chiacchiere o qualche esercizio di respirazione. Senza prenotazione, per tutto il congresso, nell’area espositiva. 

 

Il programma del congresso Icare è costruito su otto percorsi clinico-organizzativi. Ognuno segue un caso, sessione dopo sessione: l’uomo colpito da arresto cardiaco in un centro commerciale, l’anziano che si rompe il femore, il bambino con bisogni speciali coinvolto in un incidente. In ogni percorso tornano quattro temi: sicurezza del paziente, benessere di chi cura, inclusione, sostenibilità. I temi sono stati scelti con una consultazione dei soci che ha raccolto oltre 200 risposte. In tre giorni ci sono 175 sessioni, 330 relatori e 217 abstract accettati su 251 ricevuti. Più della metà dei partecipanti registrati finora è donna; tra i relatori le donne sono 104. Dentro Icare si tiene anche un congresso di anestesia veterinaria, con quattro sessioni e un workshop. “In ospedale un paziente passa per molte mani: pronto soccorso, sala operatoria, terapia intensiva, reparto. Il programma fa lo stesso: ogni caso si segue dall’arrivo alla dimissione, con anestesisti, rianimatori, esperti di emergenza e di dolore allo stesso tavolo”, spiega Franco Marinangeli, responsabile del Comitato congressi Siaarti. 

Nel programma ci sono 11 sessioni di simulazione ad alta fedeltà, almeno una per ogni percorso. Dodici workshop pratici sono dedicati alla coagulazione e all’Ecmo (ossigenazione extracorporea a membrana), una tecnica di supporto vitale che permette di sostituire temporaneamente la funzione dei polmoni e, in determinate configurazioni, di sostenere anche quella del cuore. I partecipanti si esercitano nel posizionamento delle cannule, nella gestione del circuito extracorporeo e nel riconoscimento e trattamento delle complicanze. “La simulazione permette di affrontare situazioni critiche in un ambiente sicuro, imparare dagli errori e confrontarsi immediatamente con i colleghi. Nell’Ecmo questo approccio è particolarmente importante, perché la competenza del singolo professionista deve integrarsi con quella dell’intero team – dichiara Giacomo Grasselli, vicepresidente Siaarti -. Quest’anno si è parlato molto di Ecmo anche sui media, ma è fondamentale ricordare che i risultati di questa tecnica dipendono anche dall’organizzazione dei centri, dalla formazione continua e dalla capacità di lavorare in rete. Investire nella formazione multidisciplinare e nel coordinamento tra le strutture è essenziale per rendere questa terapia sempre più sicura e accessibile”. 

Quest’anno – sottolineano da Siarti – il programma non si stampa: è sull’app Congressi Siaarti. Nel 2025 erano 2.000 copie da 66 pagine. Il cibo avanzato non si butta: con Food for Good viene donato. Nel 2025 oltre 600 pasti sono andati, tramite il Banco Alimentare, all’Associazione Coop San Francesco. Nel centro congressi i cestini della campagna “Differenziare è curare” spiegano come separare i rifiuti, partendo da un’idea semplice: in ospedale ogni gesto segue una procedura, anche quando un oggetto ha finito di servire. Il progetto, Icare Green & Inclusion, pensa anche a chi viaggia con i figli: c’è un’Area Kids con babysitter e animatrici, su richiesta. “Le sale operatorie sono tra le aree dell’ospedale con il maggiore impatto ambientale. Eppure, nella nostra survey, il 68,7% dei soci che hanno risposto non ha mai ricevuto formazione sulla gestione dei rifiuti. Al congresso partiamo dalle cose che si vedono: niente programmi di carta, niente cibo sprecato, cestini che spiegano dove va cosa”, aggiunge Roberta Monzani, segretario Siaarti. 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Prato
cielo sereno
22.4 ° C
23.7 °
21 °
37%
3.1m/s
2%
Mar
22 °
Mer
23 °
Gio
21 °
Ven
20 °
Sab
21 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS