Sostenibilità, Fino (Re Soil): “Cibo sempre più povero se non nutriamo la terra”

(Adnkronos) – “Il 65% dei suoli europei è degradato. In Italia non siamo messi meglio: il 47% versa nelle stesse condizioni e la presenza di carbonio organico, fonte vitale che permette alla terra di rigenerarsi e di garantire il 95% del cibo che arriva sulle nostre tavole, proviene dai suoli. Se non incrementiamo la sostanza organica presente nei suoli, tra un po’ avremo cibo sempre più povero”. Così Debora Fino, presidente della Fondazione Re Soil, ai microfoni dell’Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre. 

In questo ambito sono quindi importanti pratiche agronomiche corrette. “Come Re Soil – spiega – seguiamo una serie di aziende agricole, le cosiddette Lighthouse Farm, che sperimentano quotidianamente buone pratiche sul suolo, la rotazione delle colture e fertilizzanti rispettosi dell’ambiente. Sono un ‘faro’, sempre a porte aperte, dove gli agricoltori o le aziende possono entrare e vedere con i propri occhi che è possibile. È la risposta che è possibile fare un’agricoltura moderna, di precisione, rispettosa dell’ambiente e dell’uomo, perché poi alla fine della fiera, se i prodotti che mangiamo, i prodotti di cui ci cibiamo provengono da un suolo sano, saremo sani anche noi”.  

Quanto alla bioeconomia circolare applicata all’agricoltura e alla tutela del suolo, Fino dice: “c’è un dato raccapricciante secondo cui una persona getta in media 400 chili di cibo nella spazzatura. La strategia è riuscire a coniugare aspetti di spreco alimentare, in un’ottica di bioeconomia circolare, andando a restituire al suolo i nutrimenti di cui si è impoverito per avere poi dei prodotti più sani”.  

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