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Usa-Iran, intelligence avverte Trump: “Netanyahu non si ferma in Libano, accordo a rischio”

(Adnkronos) –
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu rischia di minare l’accordo tra Stati Uniti e Iran. E’ l’avvertimento che l’intelligence americana ha inviato al presidente Donald Trump in un quadro internazionale ad alta tensione. Israele, anche dopo la conferma del cessate il fuoco con Hezbollah, ha portato avanti raid in Libano. Netanyahu, nel quadro delineato dal Washington Post, appare intenzionato a proseguire le operazioni militari. Gli attacchi contro obiettivi riconducibili a Hezbollah metterebbero a rischio l’intesa tra Washington e Teheran. Per la Repubblica islamica, la fine delle ostilità in Libano è una pietra angolare del memorandum siglato pochi giorni fa. 

Se Netanyahu aumentasse l’intensità dei raid potrebbe anche compromettere il rapporto con Trump in una fase già complessa. Mercoledì, nella conferenza tenuta a Versailles alla fine del G7, il presidente americano non ha negato gli attriti con il premier israeliano: “C’è una piccola disputa sul Libano, Netanyahu non ha bisogno di abbattere un edificio ogni volta che ci entra qualcuno di Hezbollah”. Il report dell’intelligence accende i riflettori sulle elezioni in programma in autunno in Israele: Netanyahu è ‘costretto’ a mantenere una massiccia presenza militare in Libano e a colpire Hezbollah senza soluzione di continuità. 

 

E questo è ciò che accadrà, afferma il New York Times sulla base di altre informazioni di intelligence. Le forze di difesa israeliane (Idf) continueranno a martellare il sud del Libano. Il primo ministro, secondo il quotidiano, si trova ad affrontare una pressione politica interna che gli chiede di continuare a colpire Hezbollah per garantire la sicurezza delle comunità che vivono nel nord di Israele. 

Nelle ultime ore, sono almeno 16 le persone uccise in Libano e 12 quelle rimaste ferite a causa dei raid aerei israeliani, secondo quanto rende noto la protezione civile libanese riferendosi agli attacchi contro il distretto di Nabatieh, nel sud del Paese. Il personale della protezione civile ha trasportato in ospedale “16 morti e 12 feriti”, si legge in un comunicato. I soccorritori al lavoro “dalle prime ore del mattino” nel distretto in risposta agli “attacchi che prendono di mira la zona”. 

“La continuazione dei brutali attacchi di Israele mira a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta il ripristino della stabilità in Libano”, è la posizione dell’esercito libanese in un comunicato stampa postato su X. L’esercito afferma inoltre che nel raid condotto oggi dalle Idf è stato ucciso “un ufficiale militare” sulla strada Kafr Reman-Nabatieh. 

“Il Libano non è nemico di Israele. Il problema è Hezbollah, che trascina ripetutamente il Libano nella distruzione, privando i libanesi di stabilità, sicurezza e prosperità”, dice il colonnello Ella Wawiya, portavoce delle Idf, in un post su X. Se Hezbollah smettesse di violare gli accordi e di compiere da attività ostili, secondo Wawiya “la calma e la stabilità potrebbero essere raggiunte per entrambe le parti, israeliani e libanesi”. ”Un futuro diverso per i libanesi è possibile. Un futuro basato sulla stabilità, lo sviluppo e la prosperità, anziché sulla continua spirale di scontri”, aggiunge il colonnello israeliano. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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