Maggioranza diserta la commissione controllo e garanzia, l’opposizione alza la voce: “Non fugga dal confronto democratico”

Godi, Agati, Attucci, Cioni e Targetti: "Non è la convocazione a minare la tenuta democratica dei processi, ma la decisione di non prendere parte ai lavori"

PRATO – La tensione politica accende la Commissione controllo e garanzia, dove la seduta odierna è arrivata a una repentina fumata nera per la mancanza del numero legale. A provocare lo stop dei lavori è stata la scelta dei consiglieri di maggioranza di non presentarsi alla riunione, convocata per esaminare il tema della piscina di Jolo.

A stigmatizzare con forza l’accaduto è la minoranza tramite una nota congiunta firmata dal presidente della commissione Aldo Godi insieme ai consiglieri Gabriele Agati, Cristina Attucci, Eleonora Cioni e Jonathan Targetti.

“Prendiamo atto con preoccupazione della scelta dei consiglieri di maggioranza di disertare la seduta odierna della Commissione Controllo e Garanzia, convocata per affrontare alcuni temi che riguardano l’ampliamento di Peretola, facendo così venire meno il numero legale per lo svolgimento della commissione – attaccano gli esponenti dell’opposizione –. Non è la convocazione a minare la tenuta democratica dei processi, ma la decisione di non prendere parte ai lavori della commissione. È bene chiarire due punti, sul piano dei fatti e delle regole“.

I componenti di minoranza respingono le rimostranze sollevate dal centrodestra sulle procedure organizzative dell’organismo istituzionale: “Innanzitutto, il sindaco e gli assessori possono partecipare in qualsiasi momento alle sedute della commissione, senza alcun bisogno di essere formalmente convocati, peraltro su una seduta convocata il 7 agosto. Nessuno ha mai impedito loro di intervenire e di portare il proprio contributo politico-amministrativo. Se hanno scelto di non essere presenti, è una responsabilità che ricade su di loro, non sulle modalità di convocazione».

Un ulteriore affondo riguarda la gestione dei lavori e le prerogative dell’opposizione previste dal regolamento: “La definizione dell’ordine del giorno della Commissione controllo e garanzia spetta alla presidenza, come previsto dal regolamento. Contestare l’agenda significa contestare una prerogativa istituzionale che la legge affida a questa commissione, l’unica, non a caso, presieduta dall’opposizione. In questo quadro, la minaccia di far venire meno il numero legale anche per le prossime sedute rappresenta un grave atteggiamento ritorsivo, che rischia di paralizzare l’unico organismo di controllo affidato alla minoranza. È proprio questo a mettere in discussione la tenuta dei processi democratici locali, non l’autonomia della commissione stessa”.

“Da chi si professa democratico ci aspetteremmo un atteggiamento diverso: la disponibilità al confronto, non la fuga dalle eventuali responsabilità né il rifiuto di accertare, con i mezzi previsti dalla legge, la regolarità dei fatti – concludono Godi, Agati, Attucci, Cioni e Targetti –. A noi, componenti di minoranza della commissione controllo e garanzia, preme che sia fatta piena chiarezza sui fatti che riguardano l’amministrazione comunale, nel pieno rispetto della legge e dei regolamenti previsti dal Comune. Continueremo a lavorare in questa direzione e ci auguriamo che la maggioranza non fugga dal confronto democratico”.

© Riproduzione riservata

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