PRATO – I consiglieri comunali di minoranza della VI commissione consiliare permanente di controllo e garanzia, presidente Aldo Godi, insieme a Gabriele Agati, Cristina Attucci, Eleonora Cioni e Jonathan Targetti, hanno inviato una lettera aperta al sindaco Matteo Biffoni e al presidente del consiglio comunale Giacomo Sbolgi, per conoscenza anche al prefetto di Prato e al segretario generale del Comune.
Al centro della lettera c’è la scelta dei gruppi di maggioranza di non prendere parte ai lavori della commissione, facendo così venire meno il numero legale necessario allo svolgimento della seduta. Una seduta convocata per l’esame di questioni di rilevante interesse pubblico, tra cui l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze-Peretola.
“Si tratta di una scelta consapevole e coordinata di sottrarsi al confronto istituzionale, con l’effetto di paralizzare l’unico organismo di controllo assembleare affidato, per espressa previsione regolamentare, alla minoranza consiliare”, scrivono i consiglieri.
Nella lettera si ricorda che la definizione dell’ordine del giorno spetta alla presidenza della commissione ai sensi dell’articolo 22 del Regolamento del consiglio comunale, e che sindaco e assessori possono partecipare in qualsiasi momento ai lavori, senza bisogno di alcuna convocazione formale: nulla, quindi, ha mai impedito loro di intervenire.
Secondo i firmatari, l’assenza reiterata dei consiglieri di maggioranza e l’annunciata intenzione di ripeterla per impedire il numero legale rappresentano “un comportamento gravemente lesivo delle prerogative di controllo assegnate dalla legge e dallo Statuto comunale alla minoranza”, tale da configurare una possibile forma di ostruzionismo istituzionale.
Per questo i consiglieri sollecitano formalmente sindaco e presidente del Consiglio, quali garanti della conduzione democratica dell’ente, a garantire il regolare svolgimento delle sedute e delle audizioni, ad adoperarsi affinché i consiglieri di maggioranza partecipino ai lavori nel rispetto del principio di leale collaborazione, e a non contestare le prerogative di convocazione spettanti alla presidenza.
In assenza di riscontro e in caso di reiterazione di tali condotte, i consiglieri si riservano di adottare ogni ulteriore iniziativa consentita dall’ordinamento, in sede consiliare, amministrativa e giurisdizionale, a tutela delle prerogative della commissione e del diritto-dovere di controllo dei consiglieri di minoranza.


