PRATO – Cosimo Zecchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Prato, intervenendo dopo quanto emerso nel corso della seduta della Commissione 2, in merito alla situazione dell’area del centro compresa tra la stazione del Serraglio, piazza Ciardi e piazza dell’Università, dichiara: “Quello lanciato dalla Fondazione PIN in Commissione 2 è un grido d’allarme che non può essere ignorato. Le condizioni in cui versano piazza dell’Università e piazza Ciardi, tra degrado e spaccio di droga, sono ormai una questione che riguarda l’intera città: bene gli interventi delle forze dell’ordine, ma dall’amministrazione serve impegno per una risposta strutturale: c’è bisogno di un Osservatorio permanente sull’area”.
“Da tempo pongo l’accento sulle criticità di quella zona della città. E non siamo di fronte a una percezione soggettiva o a qualche episodio isolato: ricordo che negli ultimi dodici mesi o poco più, piazza Ciardi è stata ad esempio teatro di una lite con un machete ed è stata ripetutamente interessata da controlli straordinari da parte delle forze dell’ordine – ha aggiunto il capogruppo di Fratelli d’Italia – anche piazza dell’Università è stata inserita nei servizi straordinari delle forze dell’ordine e continua a essere all’attenzione per problemi di sicurezza, illuminazione e vivibilità. Oltre alle segnalazioni di Fratelli d’Italia e dei residenti, anche chi vive quotidianamente la zona universitaria ha evidenziato problematiche che non possono più essere considerate episodiche. Il quadro è serio e l’amministrazione comunale, nei limiti delle proprie competenze, deve mettere in campo una strategia efficace”. E su queste basi, Zecchi propone di istituire un Osservatorio permanente sull’università, che metta allo stesso tavolo tutti i soggetti interessati: Fondazione PIN, cittadini, studenti, esercenti, associazioni e istituzioni.
“E’ significativo che nella zona sia nato anche un gruppo di vicinato: un segnale importante della volontà dei cittadini di prendersi cura del proprio quartiere, ma che dimostra quanto il problema sia percepito concretamente da chi vive questi spazi ogni giorno. Ed anche per questo credo sia arrivato il momento di cambiare approccio, da parte di chi amministra – ha continuato Zecchi – non possiamo limitarci a intervenire ogni volta che emerge una nuova criticità. Serve uno spazio stabile di confronto nel quale analizzare i problemi, raccogliere le esigenze di chi vive la zona e costruire proposte concrete per il suo rilancio. L’università può e deve rappresentare una risorsa per Prato, ma perché questo accada occorre che tutto ciò che le sta intorno funzioni: sicurezza, decoro, commercio, servizi e vivibilità sono temi interconnessi non possono essere affrontati separatamente. L’Osservatorio potrebbe diventare proprio il luogo nel quale mettere insieme competenze e punti di vista diversi, individuare le priorità e seguire nel tempo le soluzioni individuate. Se il problema è condiviso, anche la risposta deve esserlo. Chiederò quindi che l’amministrazione valuti concretamente l’istituzione di questo organismo e convochi attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti che possono contribuire al rilancio della zona universitaria”.


