PRATO – “Sono passati più di dieci anni dalle prime denunce politiche sugli orti cinesi nella Piana e siamo ancora a fare i conti con situazioni che chiamano in causa la legalità, la tutela dei lavoratori, la salute pubblica e il rispetto delle regole. Quanto emerso dall’operazione del giugno scorso dimostra che non siamo di fronte a una questione marginale, ma a un problema che Prato non può più permettersi di sottovalutare”.
Così Cosimo Zecchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Prato, è intervenuto durante la seduta consiliare di ieri pomeriggio,15 ottobre,procu nel corso dell’interrogazione presentata dal proprio gruppo in materia di orti cinesi. Un atto che trae origine dall’operazione portata avanti dalla Procura di Prato nei mesi scorsi, che ha disposto il sequestro di tre orti a conduzione cinese nella zona di Tavola, con ipotesi di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno, frode in commercio e abbandono di rifiuti. Una delle aziende coinvolte era già stata destinataria nel 2023 di un provvedimento di sospensione dell’attività.
“Nel 2015 Giovanni Donzelli, allora consigliere regionale, aveva già portato all’attenzione pubblica le criticità legate agli orti gestiti da cittadini cinesi nella Piana, denunciando problemi igienico-sanitari, lavoro irregolare e situazioni di degrado – ha detto – qui entrano in gioco anche la sicurezza alimentare, la gestione dei rifiuti, la tutela dei lavoratori e il rispetto delle regole sull’immigrazione. Non possiamo accettare che chi rispetta le regole si trovi a competere con chi, secondo le ipotesi investigative, avrebbe operato al di fuori della legalità. Quando si intrecciano sfruttamento del lavoro, irregolarità nella gestione dei rifiuti e attività economiche sottratte alle regole, è doveroso approfondire ogni possibile collegamento con la criminalità organizzata – ha concluso Zecchi – su questo argomento, penso che non si capisca veramente la gravità dei problemi che attraversano il nostro territorio. Cosa deve succedere per far sì che chi amministra parli di criminalità organizzata? La mafia agisce su rifiuti, lavoro illegale, permessi di soggiorno e concorrenza sleale: in questo caso, questi elementi ci sono tutti. L’amministrazione si assuma la responsabilità politica di quel che sta avvenendo e lanci un grido d’allarme. La città è lasciata in balia degli eventi. Chi amministra ha il dovere di andare oltre: la città non ha bisogno di politici-burocrati”.
Durante il dibattito in consiglio sono intervenuti anche i consiglieri Gianluca Banchelli e Rocco Rizzo, i quali hanno chiesto accertamenti da parte della polizia locale in via Gora del Pero per accertare la regolarità di alcune attività di vendita al dettaglio di frutta e verdura a conduzione cinese.
“Faccio presente intanto che, se l’assessore Vellucci può installare telecamere di videosorveglianza, è grazie al governo Meloni – ha detto Banchelli – invito l’amministrazione a controllare, anche alla luce delle segnalazioni pervenute, che sia tutto in regola per quel che riguarda i permessi. Sugli orti cinesi, le indagini hanno fatto emergere una filiera che si conclude in strada e nei mercati, generando illegalità diffusa sotto gli occhi di tutti. La polizia locale è preposta al controllo sul territorio ed è guidata politicamente dall’assessore alla sicurezza Vellucci, che non può permettere quello che ad esempio accade quotidianamente nella zona di via Gora del Pero. In tema di orti illegali, le forze dell’ordine agiscono sì sul sequestro dei terreni, ma il Comune può e deve sanzionare chi vende quei prodotti”. “Avevo già provveduto ad inoltrare la segnalazione al Comune ormai un anno fa – ha aggiunto Rizzo – e se non ricordo male mi fu detto che si trattava di mercati itineranti. A distanza di tempo, però, mi risulta che le attività sono sempre lì”.


