"Solo partendo dai sopralluoghi e dai contatti con i detenuti, dal confronto con chi opera nelle carceri sarà possibile costruire un modello veramente diverso, che superi la logica dell'emergenza e renda il sistema penitenziario non più spazio di disumanità e repressione".
"Decisioni di questa portata, che incidono profondamente sulla qualità e l'accessibilità dei servizi sanitari territoriali, non possono essere calate dall'alto senza un confronto trasparente e preventivo con chi rappresenta le comunità e conosce le specificità dei territori".