PRATO – «Le notizie che continuano ad arrivare dagli istituti penitenziari toscani, e quanto accaduto nelle ultime ore nel carcere di Prato, come già denunciato dalla nostra Consigliera Regionale Marta Logli, confermano una crisi strutturale che non può più essere affrontata solo in termini emergenziali. Sovraffollamento, carenza di personale, difficoltà nell’accesso ai percorsi di formazione e reinserimento, tutela insufficiente della salute mentale e condizioni di vita spesso incompatibili con la funzione rieducativa della pena restituiscono un modello carcerario profondamente inadeguato. Per questo come Giovani Democratici della Toscana vogliamo avviare un percorso di confronto e ascolto nelle carceri della regione, coinvolgendo i garanti dei detenuti, le associazioni, il volontariato, gli operatori e tutte le realtà che ogni giorno lavorano all’interno degli istituti.
L’obiettivo è costruire una proposta concreta per immaginare un nuovo modello carcerario, fondato sulla dignità della persona, sulla sicurezza garantita anche attraverso il reinserimento e sul pieno rispetto dell’articolo 27 della Costituzione. Al termine di questo percorso redigeremo un documento che vogliamo mettere a disposizione delle istituzioni regionali e nazionali come contributo per avviare una stagione di riforme non più rinviabile», dichiara Bernardo Taddei, Segretario regionale dei Giovani Democratici della Toscana.
«Prato sarà tra le prime tappe di questo percorso, perché la situazione della Casa Circondariale della Dogaia rappresenta oggi una delle realtà più critiche della Toscana e richiede attenzione, presenza e responsabilità politica. Non vogliamo limitarci a commentare gli episodi che periodicamente riportano il carcere al centro della cronaca, ma ascoltare chi vive, lavora quotidianamente questa realtà, raccogliendo esperienze, criticità e proposte.
Solo partendo dai sopralluoghi e dai contatti con i detenuti, dal confronto con chi opera nelle carceri sarà possibile costruire un modello veramente diverso, che superi la logica dell’emergenza e renda il sistema penitenziario non più spazio di disumanità e repressione. Prato sarà quindi uno dei primi luoghi da cui partiremo per dare concretezza a questo percorso», afferma Niccolò Ghelardini, Segretario dei Giovani Democratici di Prato.


