La bozza circolata a fine aprile dalla Commissione europea non è ancora un regolamento, non è ancora una direttiva, e probabilmente non diventerà nessuna delle due cose prima del 2027 se va bene, ma il fatto stesso che esista un documento di lavoro sulla registrazione obbligatoria delle letture chilometriche in un database condiviso tra Stati membri ha già prodotto un effetto misurabile, e l'effetto è che ne parlano tutti. Ne parlano alle aste, ne parlano i grossisti che lavorano il flusso tedesco, ne parlano quelli che importano dalla Francia e che fino a ieri consideravano il CT francese una garanzia sufficiente, e ne parlano soprattutto quelli che sanno benissimo che il proprio modello di business si regge su un vuoto informativo che questo database, se mai vedrà la luce, andrebbe a colmare in modo piuttosto definitivo