“In un tempo in cui si parla spesso di frammentazione e distanza,- conclude Faldi - momenti come questo mostrano invece la persistenza di una comunità fatta di storie personali che continuano a intrecciarsi”.
“Riteniamo, però, riguardo ai controlli di sicurezza, che nelle situazioni più gravi l'utilizzo di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, debba essere evitato e preso in considerazione esclusivamente dopo aver verificato il fallimento di soluzioni alternative”.
"Respingiamo ogni tentativo volto a limitare lo spazio di libertà dell'insegnamento e riaffermiamo il nostro sostegno a tutti i docenti che si impegnano quotidianamente affinchè i loro studenti sviluppino senso critico e libertà di pensiero senza i quali non vi è futuro per la democrazia".
lei dice che il Comune e la Regione stanno facendo molto per la
questione “alunni non italofoni”: al contrario, a noi pare che le ore per facilitazione e
mediazione destinate alle scuole pratesi da parte del Servizio Immigrazione siano molto
poche. Solo per fare un esempio: in un istituto dove le famiglie straniere sono l’80% circa
(il che vuol dire doversi rapportare con centinaia di famiglie che non parlano o non
parlano bene l’italiano) le ore di mediazione linguistica sono mediamente due a
settimana, cioè niente.