MONTEMURLO – I faldoni dell’archivio di deposito del Comune di Montemurlo, danneggiati durante l’alluvione del novembre 2023, sono stati prelevati nei giorni scorsi dalla ditta Bofrost di via Strozzi – dov’erano conservati in container freezer a meno 20 gradi sotto zero- ed hanno già raggiunto la ditta specializzata di Castel Maggiore a Bologna per il restauro.
I documenti si trovavano nell’archivio del Centro Giovani “David Sassoli” di piazza Don Milani, quando furono raggiunti da oltre 30 cm di acqua e fango tra il 2 e il 3 novembre 2023.
Per salvare il materiale documentale dalla distruzione, arrivarono tanti ragazzi, anche da fuori provincia, veri e propri “angeli del fango”che, con pazienza certosina, tirarono fuori dall’acqua i faldoni, li insacchettarono ed li etichettarono con cura.
Se oggi è possibile il restauro dei documenti archivistici, però, è solo grazie alla disponibilità e alla generosità di una ditta montemurlese, la Bofrost di via Strozzi, che ha messo a disposizione dell’amministrazione comunale le proprie celle frigo per la conservazione del materiale.
«Non esistono parole per ringraziare l’azienda Bofrost, che ha dimostrato con questo gesto, non solo generosità e pazienza, ma profondo senso civico ed ha così impedito che la comunità montemurlese perdesse importante materiale archivistico», sottolinea il sindaco Simone Calamai.
L’operazione ha infatti un costo ingente, circa 61 mila euro, che sono stati coperti con fondi comunali.
Ora parte dunque il restauro vero e proprio. Nell’azienda specializzata, in provincia di Bologna, il materiale sarà analizzato e qualora presentasse copiosi residui di fango, i carteggi saranno estratti dai sacchetti e sottoposti a lavaggio esterno. In questo modo tutto il materiale potrà poi essere immesso nel liofilizzatore, riducendo la quantità di fango secco da rimuovere dopo l’asciugatura. Il trattamento di asciugatura tramite liofilizzazione è in grado di prevenire la nascita e la proliferazione di muffe e funghi, riducendo l’umidità della carta ad un valore inferiore all’8 per cento.
Al termine di questa operazione, il materiale archivistico sarà immesso in una “camera bianca” all’interno della quale sarà effettuata una spolveratura manuale e la depolveratura con apposito macchinario.
Infine, per evitare che le carte possano imbarcarsi, il materiale sarà pressato con presse idrauliche e manuali. Alla fine del processo tutto il materiale sarà riportato a Montemurlo, dove tornerà a disposizione dell’amministrazione comunale e della comunità.


