MONTEMURLO – Tutela della collina per la prevenzione del rischio idraulico in pianura. Sono queste le parole che sintetizzano il senso del sopralluogo del sindaco Simone Calamai in via di Albiano dove sono stati conclusi quattro importanti interventi di regimazione di piccoli corsi d’acqua e la messa in sicurezza degli attraversamenti idraulici della sede stradale, compromessi durante l’alluvione del 2023. Gli interventi hanno interessato fossi, rii e ruscelli poderali che confluiscono nel torrente Bagnolo e che, in caso di forti piogge, tendevano ad allagare la sede stradale, comportando un grave disagio per la circolazione nella zona collinare.
I lavori, già interamente conclusi, hanno un costo complessivo di circa 100 mila euro. Il pacchetto di opere è stato reso possibile grazie ai finanziamenti erogati dalla Regione Toscana. Tali risorse sono state intercettate nell’ambito del progetto specifico di interventi a corredo del sistema idrico del torrente Bagnolo, presentato e ottenuto dal Comune di Montemurlo.
L’operazione ha riguardato il rifacimento di canali di scolo stradali, la sistemazione di griglie per il convogliamento delle acque piovane e il ripristino e la messa in sicurezza degli attraversamenti stradali di alcuni fossi che confluiscono nel torrente Bagnolo.
L’opera più rilevante ha interessato il sotto attraversamento del corso d’acqua in zona Campo Solare, che durante l’alluvione del 2023 era stato completamente spazzato via dalla furia delle acque. Per alcuni giorni gli abitanti della zona erano rimasti isolati e le case sparse erano state raggiunte solo grazie all’uso di mezzi fuoristrada della protezione civile comunale. Le dimensioni del sotto attraversamento stradale in questione, quindi, sono state aumentate con l’inserimento di uno scatolare di dimensioni 2*3 metri, un condotto a sezione rettangolare in cemento armato che oggi permette di gestire volumi d’acqua significativamente maggiori, fondamentale per affrontare gli eventi di pioggia eccezionali e proteggere la strada e le zone a valle. Infine, a protezione dell’argine, per evitare il dilavamento delle sponde, sono state create delle barriere di grossi massi.
Un progetto strategico – che come dice il sindaco Calamai « è volto a tutelare la viabilità e il territorio dai rischi derivanti da eventi meteorologici sempre più intensi. Il Comune non sta lavorando solo in pianura o nei centri abitati, ma sta dedicando una grande attenzione anche alla collina. L’obiettivo è far defluire bene l’acqua fin dalle zone alte a garanzia ovviamente del funzionamento di tutto il sistema idrografico del territorio».
Tra gli altri punti sulla via di Albiano dov’è intervenuto il Comune, si trova la località nei pressi della fonte Pollatia, sempre molto frequentata da camminatori e ciclisti.
Qui sono stati creati dei nuovi sistemi per “intercettare” l’acqua che scende dai fossi e dai poderi collinari. Invece, di lasciarla scorrere in modo incontrollato sulla strada, l’acqua ora viene raccolta e guidata correttamente verso i canali di scolo (fossi di guardia). Il bordo della strada è stato risistemato (tecnicamente “rirreggimato“) per far sì che la carreggiata sia sempre sicura e non venga danneggiata o resa pericolosa dal fango e dalle infiltrazioni copiose di acqua piovana, che prima invadevano la carreggiata. Sistemati anche alcuni paletti segnalimite catarifrangenti della carreggiata, utili in condizioni di scarsa visibilità.
Stesso lavoro è stato fatto più a nord, in via di Albiano nei pressi del civico 13, dove l’acqua piovana che scendeva dai campi e da un piccolo rio, è stata irregimentata e deviata verso un canale di scolo che impedisce l’allagamento della sede stradale con acqua e detriti. Infine, è stato risistemato un altro attraversamento stradale con la posa di un nuovo condotto scatolare per consentire un maggior deflusso delle acque, sempre sulla via di Albiano, procedendo verso Quercia dei Termini, nei pressi del civico 15. Anche in questo caso sono state realizzate scogliere sulle sponde con l’uso di massi. «Curare la collina significa proteggere la pianura. Se l’acqua viene gestita correttamente in quota, si riducono i problemi in pianura», conclude Calamai


