PRATO – Un asse internazionale dello spaccio che dal Nord America arrivava dritto nel distretto pratese e un corriere calabrese con il carico nascosto nella carrozzeria. È questo il bilancio di due distinte ma fulminee operazioni condotte da Guardia di finanza e carabinieri, che hanno portato all’arresto di un 25enne cinese e di un uomo originario di Cosenza. La procura di Prato, guidata dal Procuratore Luca Tescaroli, ha acceso i riflettori su una “situazione di illegalità che permea il territorio”, confermando l’impegno costante nel contrasto al narcotraffico.
Il primo episodio è scattato il 5 marzo a Montemurlo, in via Oste. Qui, i militari hanno intercettato un giovane cittadino cinese, proveniente dalla regione del Fujian, mentre prendeva in consegna un pacco giunto dal Canada ad un’impresa locale. All’interno del plico non c’erano merci tessili, ma un chilogrammo di hashish. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo aveva effettuato un prelievo analogo solo pochi giorni prima, segno di un canale di approvvigionamento estero già ben oliato e destinato a rifornire le piazze cittadine.
Ancor più movimentato l’arresto avvenuto la mattina del 6 marzo a Calenzano. Un cittadino italiano, nativo della provincia di Cosenza, è stato intercettato a bordo di una Jeep Avenger. Alla vista della pattuglia che gli intimava l’alt, l’uomo ha premuto il piede sull’acceleratore, lanciandosi in una fuga disperata nel traffico ad altissima velocità, mettendo seriamente a rischio la pubblica incolumità. La sua corsa è però finita poco dopo, quando è stato raggiunto e bloccato dai militari.
La perquisizione del veicolo ha svelato un ingegnoso sistema di trasporto: all’interno dell’abitacolo sono stati rinvenuti quattro panetti termosaldati contenenti oltre 4 chilogrammi di cocaina pura. Ma la scoperta più sorprendente è avvenuta sotto il telaio: incollati al paraurti posteriore con nastro telato, gli investigatori hanno trovato altri 5 panetti, per un peso di quasi 6 chili, contenenti una sostanza granulosa che sarà analizzata dai laboratori scientifici.
Per entrambi i soggetti si sono aperte le porte del carcere. Il Giudice per le Indagini preliminari di Prato ha convalidato gli arresti in flagranza e applicato la custodia cautelare in carcere, come richiesto dalla procura. Oltre al traffico di droga, il corriere italiano dovrà rispondere anche della pericolosa fuga. Le indagini, condotte in sinergia tra il Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza di Firenze e i carabinieri di Prato, proseguono ora per risalire ai vertici delle organizzazioni che hanno gestito carichi così ingenti.


