FIRENZE – Rispondendo in aula ad un’interrogazione presentata dalla capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta, l’assessore regionale Filippo Boni ha chiarito che è opportuno premettere che le funzioni concernenti le strade regionali attribuite agli enti proprietari “sono delegate alla Città Metropolitana di Firenze e alle Province” e che “la Regione non esercita le funzioni di gestione della strada regionale 66 come per le altre strade regionali e non le può essere attribuita alcuna responsabilità nell’ambito della gestione stradale, tantomeno per la questione oggetto dell’interrogazione”.
A conferma di quanto sopra richiamato, ha ricordato l’assessore, “la Provincia di Prato, sulla base delle proprie valutazioni ed a seguito della sentenza 3557 del 2025 del Consiglio di Stato ha sottoscritto l’ordinanza 14/2026 nella quale si richiama il principio di ‘riviviscenza automatica’ e, in sostanza, si dispone di ripristinare la circolazione a senso unico sulla SR 66, già disciplinata con ordinanza comunale 22 del 2022 e successiva proroga 164 del 2022. È di tutta evidenza che solo l’ente gestore che ha la funzione di custodia e vigilanza sulla strada regionale può valutare la reale situazione di fatto, in ordine al ripristino del senso unico e alla attuazione dei disposti della sentenza del Consiglio di Stato sopra richiamata”.
Ha aggiunto l’assessore Boni che è altresì da evidenziare che “le tematiche che hanno motivato le ordinanze che hanno determinato modifiche temporanee ai flussi e direttrici di traffico stradale, reiterate nel tempo, sono di carattere ambientale, in particolare l’inquinamento atmosferico e quello acustico. Pertanto, in relazione a questa specifica tematica relativa alla circolazione sulla strada regionale 66 in Poggio a Caiano la Regione, al fine di consentire una migliore e puntuale verifica delle effettive condizioni ambientali correlate al traffico stradale sulla Sr 66, suggerisce agli enti interessati, Provincia di Prato e Comune di Poggio a Caiano, quest’ultimo anche quale autorità sanitaria locale ai sensi di legge, di rivolgere una specifica richiesta ad Arpat per integrare i propri quadri conoscitivi”.
Con il ripristino del senso unico di circolazione sulla via Vittorio Emanuele II, ha infine sottolineato, “si determinano nuovamente incrementi di percorrenze del servizio di trasporto pubblico locale su gomma. Sull’argomento Provincia di Prato e Comune di Poggio a Caiano si dovranno confrontare, anche per valutare eventuali soluzioni di riduzioni di percorrenze nel quadro generale, al fine di limitare o annullare eventuali maggiori oneri. L’ufficio competente è in attesa del quadro definitivo per le determinazioni successive”.
Nell’interrogazione presentata si chiedeva se la Regione confermi formalmente la propria responsabilità quale ente proprietario della SR66 nel tratto di Poggio a Caiano, se sia stato attivato un coordinamento formale con la Provincia di Prato quale ente gestore, se la Regione ritenga di dover esercitare in mood più attivo i propri poteri di indirizzo e vigilanza, se ritiene giusto che i maggiori costi del servizio Tpl su gomma derivanti da una modifica dei percorsi siano imputati al comune di Poggio a Caiano.
Secondo Chiara La Porta (Fratelli d’Italia), “è assurdo ritenere che la Regione non abbia nessuna competenza su questa strada”, e ha sottolineato di ritenere che “ci sia un gruppo di cittadini che non si rassegna di avere perso le elezioni e si continua ad attuare misure che arrecano danni a tutti i cittadini”. Ha poi ricordato che “è nato un comitato spontaneo e il sindaco ha già scritto ad Arpat senza avere risposta. Deve essere la Regione a sollecitare una risposta ad Arpat, e la invito a venire a Poggio a Caiano a parlare con il sindaco per trovare una soluzione. Credo che questa viabilità rappresenti una situazione pericolosa per una zona soggetta ad allagamenti. Inoltre, i costi maggiori dei percorsi del Tpl vanno ad incidere sul Comune e questa è un’ulteriore beffa”.


