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sabato 31 Gennaio 2026
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Affitta un appartamento e lo concede in uso a due prostitute: scattano denuncia e sequestro

L'uomo, un 40enne pratese, dovrà rispondere di sfruttamento. In casa aveva un altro contratto di affitto di un locale equivoco a Pistoia

PRATO – Colpo al mercato della prostituzione da parte della procura di Prato.

Il giudice per le indagini preliminari di Prato ha emesso sequestro preventivo di un appartamento in via Ferrucci a Prato al cui interno esercitavano alcune prostitute, almeno dall’1 settembre 2024 al 24 novembre scorso – dunque, per un anno e circa tre mesi. Si tratta di due donne di nazionalità brasiliana (una di trent’anni e altra di trentacinque anni), entrambe irregolari sul territorio nazionale, in quanto prive di permesso di soggiorno.

L”immobile era stato preso in locazione, a fronte del pagamento di un canone di 900 euro mensili (compresi delle utenze e delle spese condominiali), da un 40enne italiano, destinatario del provvedimento cautelare. L’uomo è accusato di sfruttamento della prostituzione e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Aveva concesso in sub locazione l’appartamento alle due donne per consentire il suo utilizzo a fini di prostituzione e in tal modo ha favorito l’attività stessa – visto che le due sarebbero state impossibilitate, per la loro condizione di illegalità nel territorio dello Stato, a sottoscrivere un contratto di locazione – e percepiva un canone locativo pari a 2mila euro complessivi, sproporzionato rispetto al prezzo di mercato, che le donne hanno versato in contanti, così percependo un ingiusto vantaggio economico.

Le investigazioni hanno tratto origine dalla denuncia presentata dalla proprietaria dell’immobile. Inoltre sul profilo Facebook riconducibile a un cittadino italiano, è stato pubblicato un video, indirizzato al procuratore della Repubblica di Prato e alla locale squadra mobile, con il quale l’uomo ha indicato l’immobile come luogo in cui veniva esercitata l’attività di prostituzione.

Le attività di indagini (in particolare, i controlli e i pedinamenti, le perquisizioni e i sequestri effettuati), coordinate da quest’ufficio, hanno consentito di rinvenire all’interno dell’appartamento, le due prostitute, varie scatole di preservativi (da oltre cento unità ciascuna) e un dildo di gomma.

In un diverso immobile, destinato a residenza dell’indagato, sono state rinvenute sim card intestate anche ad altri soggetti dei quali sono state trovate le copie dei relativi documenti di identità, vari telefoni cellulari e 71700 euro in contanti.

L‘indagato non ha fornito giustificazione del denaro, sproporzionato rispetto alle entrate lecite, e che si pensa collegate all’attività di sfruttamento del meretricio. Le perquisizioni hanno consentito di rinvenire un contratto di locazione intestato all’indagato riferito a un ulteriore immobile commerciale di Pistoia, al cui interno è stata individuata una giovane donna sudamericana di 23 anni, residente in Spagna, conduttrice di un altro immobile sublocato ad altre prostitute. 

Il Gip ha ritenuto sussistente il fumus commissi delicti del reato di sfruttamento della
prostituzione, ritenendo assorbito in tale delitto quello di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le investigazioni si sono nutrite del prezioso e qualificato apporto degli appartenenti alla Squadra Mobile della Questura di Prato.

Il risultato ottenuto si inserisce nel percorso avviato per rafforzare il contrasto al fiorente mercato della prostituzione radicato nel territorio pratese. Un mercato conteso da esponenti della criminalità cinese, pakistana e italiana, che risulta polarizzare plurime attività delittuose, quali lo sfruttamento della prostituzione, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e delitti a base violenta, come estorsioni, danneggiamenti e incendi dolosi. L’1 ottobre dell’anno scorso in viale della Repubblica a Prato, infatti, si è assistito al danneggiamento mediante incendio, di natura dolosa (che generava esplosione del mezzo), dell’autovettura Hyundai nella disponibilità del cittadino cinese Hui Chen (formalmente titolare di una pelletteria di Campi Bisenzio), accompagnato dalla plateale e grave intimidazione consistita nell’agire con la collocazione – di fronte all’ingresso della struttura alberghiera dove la vittima soggiornava – di una bara di legno con la foto del proprietario del mezzo apposta sulla cornice presente sulla stessa. E per tali ultimi fatti quest’ufficio ha concluso le indagini preliminari per dieci indagati ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di tentativo di estorsione, danneggiamento mediante incendio e/o di sfruttamento della prostituzione, richiedendo il giudizio immediato per tre imputati ritenuti autori delle condotte delittuose, che si inseriscono in una contrapposizione tra gruppi antagonisti, costituiti da cinesi, con ruoli preminenti, da italiani e pakistani, con funzioni di collaborazione e/o subordinate, impegnati nel controllo della prostituzione.

Anche in questo caso le investigazioni, coordinate dalla procura, sono state delegate alla squadra mobile della questura di Prato.

© Riproduzione riservata

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