PRATO – Si chiude l’inchiesta sul caso Cocci, la vicenda che riguarda l’ex capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Cocci e le accuse legate alla diffusione di contenuti privati. Un passaggio che segna la conclusione della fase investigativa e apre ora alla valutazione delle eventuali responsabilità.
L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato a Andrea Poggianti, vicepresidente del consiglio comunale di Empoli. Nei suoi confronti vengono ipotizzati i reati di revenge porn, diffamazione e tentata violenza privata. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tra il settembre 2024 e il settembre 2025 sarebbero state inviate lettere anonime a esponenti politici e organi di informazione contenenti immagini a contenuto sessualmente esplicito e riferimenti alla vita privata e professionale di Cocci.
Nel quadro del Caso Cocci la Procura chiude l’inchiesta, gli investigatori ritengono che l’obiettivo fosse quello di danneggiare l’immagine pubblica dell’ex esponente politico e indurlo ad abbandonare l’attività istituzionale. Tra le ipotesi al vaglio emerge una possibile duplice motivazione: da un lato una componente personale, dall’altro un movente di natura politica legato a tensioni interne e dinamiche elettorali.
La vicenda si inserisce inoltre in un contesto più ampio. L’indagine della Procura di Prato si è infatti intersecata con un altro filone investigativo coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze, che riguarda presunti episodi di corruzione. In questo procedimento risultano coinvolti l’ex sindaca di Prato Ilaria Bugetti e l’imprenditore tessile Riccardo Matteini Bresci, indicato dagli inquirenti come possibile elemento di collegamento tra le due vicende.
Resta invece ancora aperta la posizione di Claudio Belgiorno, anch’egli indagato per revenge porn e diffamazione nella stessa vicenda. Al momento non risultano comunicazioni definitive nei suoi confronti e l’interessato ha sempre dichiarato la propria estraneità ai fatti.


