Confesercenti: a Prato quasi un bar su dieci ha chiuso negli ultimi sei anni

“La desertificazione commerciale è una perdita per tutta la città"

PRATO – La desertificazione commerciale non riguarda soltanto i negozi. Anche i bar, tradizionali luoghi di
incontro, socializzazione e presidio del territorio, stanno progressivamente diminuendo, con effetti che vanno ben oltre il semplice dato numerico delle attività presenti. È quanto emerge dall’analisi realizzata da Confesercenti sull’andamento delle aperture e delle chiusure dei bar tra il 2019 e il 2025. A livello nazionale, in sei anni hanno chiuso oltre 24mila bar. Un fenomeno che trova una significativa conferma anche nel territorio pratese.
In provincia di Prato, le attività di somministrazione censite come bar sono passate dalle 519 del 2019 alle 391 del 2025: 128 esercizi in meno, pari a una diminuzione del 24,7%. Una contrazione che, secondo la stima elaborata da Confesercenti, corrisponde a una perdita di oltre 38 milioni di euro di ricchezza per il territorio. Nel solo Comune di Prato, la situazione presenta numeri meno pesanti rispetto alla media provinciale, ma comunque preoccupanti: si passa dai 433 esercizi del 2019 ai 391 del 2025, con 42 attività in meno, pari a una diminuzione del 9,7%, e una perdita stimata di circa 13 milioni di euro.

“Non stiamo parlando soltanto di 128 serrande abbassate – sottolinea il presidente provinciale di Fiepet Confesercenti Prato Mario Anastasi del Caffè Coppini –. Dietro ogni attività che chiude c’è una storia imprenditoriale, ci sono posti di lavoro, investimenti, consumi che vengono meno e, soprattutto, un pezzo di vita della città che scompare. Un bar non è soltanto il luogo dove si prende un caffè: spesso è un punto di riferimento per un quartiere, un luogo di relazione, un presidio di socialità e, in molti casi, anche di sicurezza”. “Quando un’attività di prossimità chiude – prosegue Anastasi – non perdiamo soltanto un’impresa. Perdiamo servizi, occupazione, gettito fiscale e capacità di attrarre persone. E quando le chiusure diventano tante, cambiano anche la qualità urbana e il modo stesso di vivere i quartieri. È questo il vero significato della desertificazione commerciale”.
l dato sulla diminuzione dei bar nella provincia di Prato rappresenta comunque un elemento in forte controtendenza rispetto al quadro regionale e nazionale. La riduzione registrata a Prato si ferma infatti al 24,7%, una percentuale significativamente inferiore alla media regionale, che raggiunge il 64,3%, e a quella nazionale, che si colloca intorno al 70%. Un dato che merita di essere letto anche alla luce delle caratteristiche peculiari del tessuto imprenditoriale pratese.

In particolare, negli ultimi anni si è verificata una forte immissione di imprenditoria di origine cinese anche nel comparto dei pubblici esercizi e, nello specifico, dei bar.
Questo fenomeno ha contribuito a mantenere più elevato il numero delle attività presenti sul territorio, compensando in parte le chiusure di imprese tradizionalmente presenti nel settore.
Si tratta quindi di un dato quantitativo che racconta anche la profonda trasformazione della struttura imprenditoriale della provincia.
Una trasformazione che interessa non solo il commercio, ma progressivamente anche la somministrazione e i servizi.
Il dato pratese dimostra dunque una maggiore capacità di tenuta del settore rispetto ad altre realtà, ma evidenzia al tempo stesso un cambiamento nella composizione della platea imprenditoriale.
Per questo è importante accompagnare questa evoluzione con politiche capaci di sostenere innovazione, qualità e competitività dei pubblici esercizi.
Per Confesercenti è quindi necessario affrontare il fenomeno con politiche strutturali, capaci di sostenere la permanenza delle attività esistenti e favorire il ritorno di nuove imprese.
“Non possiamo limitarci a registrare ogni anno il numero delle serrande che si abbassano – continua Anastasi –. Dobbiamo intervenire prima che intere parti della città perdano la propria funzione commerciale e sociale. Servono strumenti fiscali, incentivi, politiche per l’accessibilità, la sicurezza e la rigenerazione urbana, ma anche una strategia precisa per sostenere il commercio e i pubblici esercizi di prossimità”.
È proprio in questa direzione che si inserisce la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti, “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, che punta a contrastare la desertificazione commerciale e a sostenere la presenza delle attività nei quartieri.

La proposta riguarda l’intero sistema delle attività di prossimità: negozi, bar, ristoranti e pubblici esercizi, riconoscendo il loro ruolo economico e sociale nella vita delle comunità. Tra gli strumenti previsti figurano le Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), incentivi fiscali e un piano nazionale per sostenere e rilanciare il commercio di vicinato.
“Difendere le attività di prossimità significa difendere la città – conclude Anastasi –. Per questo chiediamo anche ai cittadini di fare la propria parte. Firmare questa proposta significa contribuire a portare all’attenzione del Parlamento un problema che riguarda tutti: perché una città senza negozi,
senza bar, senza ristoranti e senza servizi di vicinato è una città più povera, meno vissuta e meno attrattiva”.
Confesercenti Prato invita quindi cittadini, imprenditori e associazioni a sostenere la proposta di legge firmando presso la sede di Confesercenti oppure attraverso la raccolta firme online.
Lunedì 28 settembre dalle 9.30 alle 11.30 in piazza del Mercato Nuovo in occasione del Mercato settimanale di Prato sarà presente un punto di raccolta firme per sostenere la proposta di legge.

 

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