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Inflazione: Confesercenti Prato, a febbraio rialza la testa, a rischio i consumi del distretti e la tenuta del commercio

L'impennata dello 0,8% a febbraio preoccupa le imprese pratesi. Bonfanti: "Senza interventi, lo shock energetico taglierà il potere d'acquisto delle famiglie di 12 miliardi a livello nazionale. A Prato serve massima vigilanza."

PRATO – L’inflazione torna a correre e il territorio di Prato guarda con estrema preoccupazione ai nuovi dati Istat. Il rialzo dello 0,8% su base mensile registrato a febbraio rappresenta un brusco cambio di passo: un incremento doppio rispetto a gennaio che rischia di gelare la timida ripresa del commercio locale e dei consumi delle famiglie pratesi.

Secondo l’analisi di Confesercenti, le tensioni in Medio Oriente potrebbero innescare un nuovo shock energetico capace di spingere l’inflazione annuale fino al 3% nello scenario più severo (un balzo di +1,2 punti rispetto alle stime base dell’1,8%). Per l’economia reale, questo si tradurrebbe in una perdita di 12 miliardi di euro di potere d’acquisto per le famiglie italiane, con ricadute dirette sui negozi di vicinato e sulla domanda interna.

Il balzo dei prezzi non risparmia le voci più sensibili per i cittadini di Prato:

  • Carrello della spesa: sale al 2,2%.
  • Inflazione di fondo: balza al 2,4%.
  • Trasporti e Turismo: il rincaro dei voli e del carburante rischia di penalizzare i flussi turistici verso la città e la provincia, con una stima di calo della spesa straniera che peserà anche sull’indotto locale.

“Il dato di febbraio è una doccia fredda che non ci aspettavamo in questa entità,” commenta Stefano Bonfanti, Presidente di Confesercenti Prato. “A Prato viviamo una situazione delicata: il nostro commercio di vicinato sta già lottando contro costi fissi elevati e una domanda che fatica a decollare. Se l’inflazione dovesse toccare il 3% a causa dello shock energetico, vedremo una brusca frenata dei consumi reali, con una perdita che a livello nazionale sfiorerebbe i 7 miliardi di euro.

Per una realtà come la nostra, dove il terziario e il turismo sono pilastri fondamentali insieme al distretto produttivo, ogni rincaro dei costi energetici e dei trasporti si traduce in meno competitività e meno margine per le imprese. Chiediamo al Governo e alle istituzioni locali la massima attenzione: servono misure rapide per difendere il potere d’acquisto delle famiglie, altrimeni il rischio è che questa fiammata dei prezzi spenga definitivamente le insegne di molte piccoli negozi che sono il cuore pulsante della nostra ci;à.”

Confesercenti Prato sottolinea come il futuro immediato dipenda dalla durata delle tensioni internazionali:

1. Scenario “Morbido”: Rincaro energia del 17%, inflazione al 2,4% e calo dei consumi.

2. Scenario “Severo”: Rincaro energia del 45%, inflazione al 3% e contrazione drastica della spesa delle famiglie.

“Non possiamo permetterci di aspettare che l’emergenza diventi strutturale. La vigilanza sui prezzi dell’energia deve essere altissima per evitare che le imprese pratesi debbano scegliere fra chiudere l’attività o aumentare i listini”.

© Riproduzione riservata

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