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sabato 31 Gennaio 2026
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Pestato dal branco che lo vuole rapinare: paura a San Giusto

La vittima è un cittadino cinese, colpito ripetutamente anche quando si trovava a terra. Stanasel (Lega) invoca la remigrazione

PRATO – Una serata di ordinaria follia ha sconvolto il quartiere di San Giusto dove.ieri (14 gennaio), un uomo di 59 anni di nazionalità cinese è stato vittima di una brutale aggressione a scopo di rapina. L’episodio si è consumato in via Guido De Ruggiero, non lontano dal punto vendita Eurospin di via Cava, una zona già in passato finita al centro delle cronache per problemi di degrado e sicurezza.

Secondo le prime ricostruzioni raccolte sul posto, il 59enne sarebbe stato avvicinato da un gruppo di individui – descritti da alcuni testimoni come giovani extracomunitari, probabilmente di origine pakistana – che lo avrebbero immediatamente circondato. L’obiettivo dei malviventi erano il borsello o gli oggetti di valore in possesso dell’uomo, ma la situazione è degenerata in pochi istanti: dalle minacce si è passati alla violenza fisica.

Il cittadino cinese è stato brutalmente pestato, colpito ripetutamente anche quando si trovava a terra, prima che il gruppo riuscisse a dileguarsi facendo perdere le proprie tracce tra le vie limitrofe. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 per prestare le prime cure all’uomo, apparso visibilmente sotto shock e con varie contusioni, e le forze dell’ordine che hanno immediatamente avviato le ricerche dei responsabili e acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona.

L’episodio ha immediatamente riacceso il dibattito politico sulla sicurezza nei quartieri periferici di Prato. Sulla vicenda è intervenuto con una nota durissima Claudiu Stanasel, esponente della Lega ed ex vicepresidente del Consiglio Comunale, che ha puntato il dito contro la gestione dell’ordine pubblico e il fenomeno dell’immigrazione irregolare: “La rapina e il brutale pestaggio avvenuti in zona San Giusto, ai danni di un cittadino cinese nei pressi dell’Eurospin di via Cava, rappresentano l’ennesimo episodio di violenza che si registra a Prato causato da gruppi di extracomunitari. Non siamo più davanti a fatti isolati, ma a una deriva che si ripete con preoccupante frequenza. Chi delinque e usa violenza sul nostro territorio non può restare in Italia. È per questo che oggi è un dovere parlare di remigrazione: non come slogan ideologico, ma come risposta concreta a un’emergenza sicurezza che colpisce cittadini e comunità straniere oneste. Servono espulsioni rapide, più controlli e tolleranza zero”.

Proprio ieri Stanasel aveva annunciato la propria adesione ufficiale al Comitato nazionale Remigrazione e Riconquista, insieme a sindaci, assessori, consiglieri comunali, amministratori locali e numerose associazioni e movimenti di tutta Italia, tutti impegnati a rafforzare politiche migratorie fondate su legalità, sicurezza e rispetto delle regole.

“Su questi temi – dichiara Stanasel – sono intervenuto più volte negli ultimi anni, perché credo che oggi più che mai serva un impegno ancora più deciso per rendere effettive le espulsioni degli immigrati irregolari e di chi commette reati, e per portare avanti una riforma del Testo unico sull’immigrazione capace di trasformare principi chiari in strumenti amministrativi concreti e realmente applicabili”.

“Sarò attivo in prima linea su questo tema, promuovendo iniziative, eventi e momenti di confronto sul territorio di Prato e a livello nazionale, per portare avanti concretamente i principi della remigrazione e sensibilizzare cittadini, istituzioni e associazioni”.

Secondo Stanasel, Prato rappresenta un caso nazionale unico e emblematico: “Prato è la città più multietnica d’Italia ed è anche il simbolo evidente del fallimento delle politiche sull’immigrazione portate avanti per anni dalla sinistra che ha sempre governato questa città. Accoglienza senza regole, politiche ipocrite e buoniste che spesso hanno anteposto l’ideologia alla sicurezza, e problemi scaricati sul territorio hanno prodotto criticità che oggi sono sotto gli occhi di tutti”.

“Proprio per questo – prosegue – ritengo giusto che un percorso legislativo serio, fondato sulla remigrazione e sulla piena applicazione delle regole, debba partire da Prato. Dai territori che hanno pagato in questi anni il prezzo più alto delle scelte sbagliate di Pd e compagni deve nascere una proposta di riforma capace di diventare legge dello Stato“.

“Ho aderito al Comitato Nazionale “Remigrazione e Riconquista – aggiunge – perché i suoi principi coincidono pienamente con la mia visione in materia di immigrazione e con l’impegno che la Lega sta portando avanti a livello di Governo. Crediamo sia necessario garantire espulsioni rapide ed effettive, rimpatri efficaci attraverso accordi concreti con i paesi di origine, superare il sistema dell’accoglienza indiscriminata e puntare su integrazione vera, valorizzando chi rispetta le leggi e lavora contribuendo alla comunità. Allo stesso tempo, il comitato propone strumenti concreti come la confisca contro lo sfruttamento dell’immigrazione, il blocco delle Ong che alimentano il traffico migratorio, l’istituzione di un Fondo per la natalità italiana e nuovi criteri di priorità per case e asili nido, politiche tutte pensate per sostenere la comunità e rafforzare la sicurezza sul territorio”.

“La remigrazione – conclude Stanasel – non è una posizione ideologica, ma una politica di buon senso, condivisa anche da molti cittadini stranieri perfettamente integrati, che non accettano di essere confusi con chi delinque. Integrazione sì, illegalità no: da Prato può e deve partire un contributo serio, con azioni concrete e iniziative sul territorio, per costruire regole più giuste, più efficaci e finalmente applicabili”.

© Riproduzione riservata

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