PRATO – «Continuiamo a chiedere con forza, anche oggi, che si faccia di Prato un territorio di sperimentazione per il contrasto allo sfruttamento lavorativo, per rafforzare i protocolli in essere ed applicare le norme che già ci sono. Serve però una reale volontà politica di andare in questa direzione, una direzione di dignità per i lavoratori e le lavoratrici e di salvaguardia della parte produttiva sana di quello che è, ancora oggi, il distretto tessile più importante d’Europa».
Sono le parole pronunciate da Loris Mainardi segretario Filctem Toscana e da Juri Meneghetti segretario generale Filctem Cgil Prato Pistoia a commento della notizia dell’amministrazione giudiziaria chiesta dalla Procura di Prato nei confronti di Piazza Italia
«Come apprendiamo dai media, la Procura ha chiesto – rileva Meneghetti – l’intervento nei confronti di Piazza Italia, noto attore del settore moda, a causa di fenomeni di sfruttamento lavorativo, che sarebbero stati riscontrati lungo la propria filiera produttiva, che arriva anche a Prato, in due aziende a conduzione cinese dove lo sfruttamento era a fondamento dell’attività produttiva. Ricordiamo che già altri marchi importanti della moda sono stati attenzionati anche dalla Procura di Milano nei mesi scorsi».
«Attendiamo – gli fa eco Mainardi – come di consueto l’esito giudiziario e non solo di questa ennesima vicenda, ma ribadiamo ancora una volta, come facciamo da anni a tutti i livelli, che per contrastare illegalità e sfruttamento lavorativo è necessario chiamare puntualmente in causa i committenti, quelli che danno lavoro ad aziende scorrette e che non si interessano delle reali condizioni in cui tali commesse vengono evase».
La chiusura di Mainardi e Meneghetti è netta e si traduce nella richiesta di «una decisa volontà politica, per applicare norme che già esistono».


