PRATO – È stato presentato questa mattina nella Sala Consiliare di Palazzo Banci Buonamici il Bilancio di Genere della Provincia di Prato e del Comune di Montemurlo relativo all’anno 2023-2024, alla presenza del presidente della Provincia di Prato Simone Calamai, l’assessora ai diritti e alle pari opportunità del Comune di Montemurlo Valentina Vespi, le responsabile dell’associazione “Period Think Tank” Giulia Sudano e Valentina Bazzarin che hanno contribuito alla realizzazione del Bilancio di genere, la Consigliera di parità della Provincia di Prato Irene Romoli e l’assessora del Comune di Carmignano Maria Cristina Monni.
Si tratta di uno strumento di analisi e valutazione delle politiche pubbliche che consente di leggere l’azione amministrativa alla luce delle differenze e delle disuguaglianze di genere, valorizzando una prospettiva orientata all’equità, all’inclusione e alla giustizia sociale.
È prevista l’elaborazione di tre Bilanci di Genere, uno per ciascun anno del triennio, al fine di monitorare nel tempo l’impatto delle politiche pubbliche sulle disuguaglianze di genere.
“Il percorso del bilancio di genere è iniziato con una fase di formazione rivolta al personale degli enti coinvolti – ha spiegato Giulia Sudano – Successivamente è stata applicata una metodologia strutturata e consolidata, che prevede passaggi ben definiti. Si parte da un’analisi demografica del contesto di riferimento, per poi approfondire l’identità dell’ente e le sue politiche istituzionali. Il cuore del lavoro consiste nella riclassificazione del bilancio economico in ottica di genere, distinguendo tra spese dirette, indirette e neutre rispetto alla promozione della parità. Il percorso comprende inoltre un’analisi dettagliata dei servizi offerti dall’ente in relazione alle politiche per la parità di genere e una valutazione complessiva delle azioni messe in campo, sia dalla Provincia di Prato sia dal Comune di Montemurlo, per poi arrivare a stilare delle conclusioni finali sui passi di miglioramento e sviluppo per il proseguo del percorso”.
BILANCIO DI GENERE DELLA PROVINCIA DI PRATO:
Il Bilancio di Genere rappresenta un passaggio particolarmente innovativo per un ente di secondo livello, chiamato ad operare in ambiti strategici come l’istruzione superiore, l’edilizia scolastica, la mobilità e le infrastrutture. Attraverso la riclassificazione delle risorse e l’analisi dell’impatto delle politiche su donne e uomini, il documento non si limita a rendicontare l’esistente, ma diventa uno strumento di indirizzo e orientamento delle scelte future.
Al 1° gennaio 2024 la popolazione della Provincia di Prato contava 259.921 residenti, con una lieve prevalenza femminile (50,8%). Oltre la metà della popolazione (53%) si colloca nella fascia di età tra i 20 e i 59 anni, centrale per le dinamiche di conciliazione tra vita lavorativa e familiare, mentre il 26% rientra nelle aree di cura dell’infanzia-adolescenza e della popolazione anziana.
Nelle fasce di età più avanzate emerge una marcata prevalenza femminile, con rilevanti implicazioni in termini di solitudine, fragilità e bisogni di assistenza.
Un elemento strutturale del territorio pratese è rappresentato dall‘elevata presenza di popolazione straniera, pari al 22,1% dei residenti, una delle incidenze più alte a livello nazionale. Si tratta di una popolazione mediamente più giovane, concentrata nelle età lavorative e riproduttive, che rende particolarmente rilevanti le politiche per l’infanzia, l’accesso ai servizi, la salute e l’integrazione.
L’analisi del mercato del lavoro conferma la persistenza di significative disuguaglianze di genere: nel 2023 risultava occupato il 64,9% delle donne tra i 15 e i 64 anni, contro il 75,2% degli uomini.
Le donne rappresentano inoltre la grande maggioranza delle persone fuori dalla forza lavoro per motivi familiari: le casalinghe sono il 12,8% delle donne in età attiva, a fronte dell’1,2% degli uomini. Il carico di cura continua quindi a incidere in modo determinante sulla partecipazione femminile al lavoro retribuito, soprattutto nelle fasi centrali della vita.
Il Bilancio di Genere propone una lettura integrata delle politiche e delle risorse provinciali, distinguendo tra spese direttamente orientate alla parità di genere, spese indirettamente sensibili al genere, spese ambientali e spese neutrali. Questa riclassificazione rafforza la trasparenza dell’allocazione delle risorse e la capacità dell’ente di monitorare l’impatto delle proprie scelte sui diversi gruppi di popolazione.
“Per noi si tratta di un passaggio fondamentale: grazie al progetto finanziato dalla Regione Toscana potremo sperimentare per tre anni il bilancio di genere, sia per la Provincia di Prato sia per il Comune di Montemurlo – ha dichiarato il presidente Simone Calamai – La dimensione triennale ci permette di lavorare in modo continuativo e di utilizzare i risultati iniziali per migliorare progressivamente le politiche per la parità di genere. La fotografia del 2023-2024 evidenzia già un impegno significativo, ma ci offre anche spunti per rafforzare e innovare le nostre azioni, in particolare sul tema del lavoro, che resta uno degli ambiti in cui le disuguaglianze sono più marcate – prosegue Calamai – Continueremo inoltre a prestare attenzione al tema dell’inclusione in un territorio ad alta immigrazione come il nostro, e a investire, soprattutto nel mondo della scuola e tra i giovani, per costruire politiche di genere sempre più efficaci nei prossimi anni.
“Questo è un grande lavoro, reso possibile grazie a una collaborazione ampia e continua – ha concluso Calamai – Per questo desidero esprimere un sincero ringraziamento ai Comuni del territorio, che hanno contribuito fornendo dati e informazioni fondamentali per la costruzione del quadro conoscitivo; alle organizzazioni sindacali, per il confronto e il contributo offerto, e all’Ufficio Scolastico, per il supporto e l’attenzione dimostrati su un tema cruciale per le nuove generazioni”.
BILANCIO DI GENERE DEL COMUNE DI MONTEMURLO
Il documento, basato sul consuntivo 2023, restituisce una fotografia aggiornata del territorio: Montemurlo contava 19.134 residenti, con una lieve prevalenza femminile (50,6%).
Oltre il 50% della popolazione si colloca nella fascia 20–59 anni, mentre il 22% ha più di 65 anni, evidenziando un progressivo invecchiamento della popolazione.
Le donne risultano prevalenti nelle fasce di età più anziane, confermando un maggiore carico di cura legato all’assistenza. Nel Comune Montemurlo si registrano 74,5 persone over 80 ogni 100 donne tra i 50 e i 64 anni, un valore superiore alla media provinciale.
Complessivamente, il carico di cura legato a minori e anziani incide per il 37,6% sulle donne tra i 15 e i 64 anni.
Anche sul fronte del lavoro emergono significative disuguaglianze: il tasso di occupazione femminile è pari al 61,6%, contro il 75,9% degli uomini, mentre le donne rappresentano il 58,8% delle persone che non fanno parte della forza lavoro.
Particolarmente marcata la disparità nel lavoro di cura non retribuito: per ogni uomo che si dichiara casalingo si contano 16 donne.
Il Bilancio di Genere del Comune di Montemurlo riclassifica la spesa comunale distinguendo tra aree direttamente dedicate alla parità di genere, aree indirettamente sensibili alla persona e alla famiglia, aree legate alla qualità della vita e aree neutre.
L’obiettivo, anche in questo caso, è rendere più trasparente l’impatto delle politiche comunali e orientare le risorse verso una maggiore equità, con particolare attenzione a conciliazione, welfare, contrasto alla violenza di genere, accesso ai servizi, sicurezza e qualità degli spazi pubblici.
Con questo primo Bilancio di Genere, Montemurlo avvia un percorso strutturato di integrazione della prospettiva di genere nella programmazione futura, rafforzando l’impegno dell’Amministrazione per politiche inclusive, sostenibili e attente ai bisogni differenziati della cittadinanza.
“Il nostro territorio presenta una percentuale molto alta di popolazione femminile. È quindi fondamentale comprendere a fondo quali siano le esigenze specifiche delle donne che vivono a Montemurlo – ha dichiarato l’assessora Valentina Vespi – Parliamo di mobilità, di infrastrutture, di lavoro, ambiti nei quali persistono ancora evidenti disparità: gli uomini lavorano di più e percepiscono retribuzioni più alte, mentre le donne lavorano meno e sono mediamente meno retribuite. Questo progetto nasce con l’obiettivo di iniziare a fornire risposte concrete a tutte le realtà che compongono il nostro territorio. Dopo vent’anni abbiamo ritenuto necessario riprendere in modo concreto il percorso del bilancio di genere. I prossimi bilanci saranno quindi orientati a offrire risposte sempre più efficaci alle donne che vivono nel nostro territorio”.


