PRATO – Il rinato Gin di Prato sarà presentato ufficialmente alla cittadinanza in due appuntamenti: venerdì 27 febbraio 2026, dalle ore 21 alle 23, presso il Bar Biribaola di Galciana, in via Renato Mannocci 22, e sabato 28 febbraio 2026, dalle ore 18 alle 20, presso il Bar Pasticceria Nanni di Galciana, in via Lorenzo Ciulli 1.
Le due serate rappresentano il momento culminante di un anno di studi, ricerche e sperimentazioni dedicate alla riscoperta di un’antica tradizione locale.
Durante gli appuntamenti, a ogni partecipante sarà consegnato un buono omaggio per la degustazione di un Gin Tonic, preparato per l’occasione in un’atmosfera conviviale e accogliente. Un momento pensato non soltanto per assaporare il rinato distillato pratese, ma anche per riscoprire e condividere una pagina preziosa della storia e dell’identità del territorio.
C’era una volta, nella Prato dell’Ottocento, una città ancora modesta, dove il fruscio dei telai si intrecciava con il calore dei focolai accesi nelle case. Qui, tra le viuzze acciottolate e i cortili nascosti, vivevano uomini e donne che, pur avendo le mani tinte di blu e rosso dalle vasche di tintura, possedevano una conoscenza rara: la chimica delle piante.
Molti di loro provenivano da famiglie contadine, abituate a leggere la natura come un libro aperto. Nei campi e sulle colline che circondavano la città, crescevano arbusti tenaci e profumati: i ginepri. Quelle bacche scure, dal profumo resinoso e balsamico, erano considerate un dono prezioso, un rimedio galenico: lenivano i dolori, purificavano il corpo, scaldavano il cuore.
Gli “alchimisti pratesi” – così li chiamavano – distillavano in segreto acque di ginepro nelle stesse stanze dove, di giorno, mescolavano pigmenti per colorare la lana. I loro elisir erano pensati per curare i malesseri: un bicchierino per rinvigorire dopo il lavoro, una goccia per alleviare i reumatismi, un infuso per combattere i malanni d’inverno.
Un giorno, l’acqua aromatica, utilizzata fino allora solo come medicinale da assumere per bocca, suscitò negli alchimisti una nuova intuizione. Pur non essendo ancora pensata per il piacere del palato si capì che modificando leggermente la ricetta quella soluzione alcolica avrebbe potuto diventare una bevanda interessante, da consumare non più solo come rimedio, ma per il piacere di bere. Da quel momento, la ricetta fu arricchita con altre botaniche offerte dal territorio circostante e, inserendo foglie di fico, erbe aromatiche e scorze di agrumi, nacque un distillato capace di raccontare, attraverso ogni sorso, sapori intensi e la storia di un territorio.
Per decenni questo gin riformulato circolò nelle case e nelle osterie in modo prevalentemente clandestino, diventando un simbolo di ingegno e di orgoglio locale. Ma la storia non fu clemente: la Grande Guerra, poi la crisi del 1929, spensero molti fuochi di creatività. La produzione di gin, considerata superflua in tempi di fame e privazioni, si fermò. La ricetta sopravvisse solo come sussurro, nascosta nei ricordi e nelle parole degli anziani.
Oggi, dopo più di un secolo, Galciana Sviluppo ha deciso di ridare voce a quella storia. Abbiamo scoperto che, nella Prato di fine Ottocento, erano molte le mani a distillare il gin: ogni famiglia, ogni bottega, ogni rione custodiva una propria variante, piccola o grande, nata da intuizioni personali e da ciò che la natura offriva di stagione in stagione. Partendo da questo mosaico di ricette – diverse, vive, spesso tramandate solo a voce – abbiamo ragionato su ciò che le univa davvero. E così, passo dopo passo, abbiamo formulato una versione capace di rappresentare le tante anime della città, ricomponendo in un’unica armonia il sapere diffuso degli antichi distillatori: un gin nato per curare, rinato per emozionare.
Così è tornato il GIN di Prato: un distillato che racchiude il profumo delle colline del Monteferrato, il sapere antico dei nostri antenati e l’orgoglio di una città che sa trasformare anche le cose più semplici in eccellenza. La sua produzione è stata affidata alla Nunquam di Tavola, realtà con una lunga esperienza nella distillazione artigianale e già protagonista, insieme alla nostra associazione, degli studi e della realizzazione della Spoletta di Prato. Un partner capace di trasformare materie prime selezionate in autentici capolavori alcolici.
Questo gin non è solo una bevanda: è l’anima di Prato distillata, il coraggio dei nostri antenati che ha attraversato i secoli, la passione di un territorio che non ha mai smesso di reinventarsi.
È un simbolo vivo di chi siamo, delle radici che ci uniscono e della forza che ci spinge a guardare avanti, sempre con lo sguardo fiero di chi porta Prato nel cuore.
La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa a questo appuntamento che celebra storia, tradizione e innovazione nel segno dell’identità locale.


