PRATO – La vitalità dello spirito etrusco non è in discussione nemmeno dopo duemila anni di storia.
Lo ha dimostrato GENIUS LOCI, il progetto della Rete Musei di Prato, partecipato e sostenuto dalla Regione Toscana, che ha visto gli otto musei della Rete condurre insieme un viaggio fra cultura, arte, scienza e memoria, che ha valorizzato la vocazione multidisciplinare del sistema rinnovando, a quarant’anni da “Progetto Etruschi 1985”, l’interesse per una parte fondamentale della storia toscana.
Più di mille persone hanno partecipato agli oltre 20 appuntamenti proposti dalla rete fra conferenze, mostre, concerti, libri, trekking e laboratori.
Il sistema museale pratese, composto da Fondazione Parsec – con Museo Italiano di Scienze Planetarie e Centro di Scienze Naturali – Museo della Deportazione e Resistenza, Casa Museo Leonetto Tintori, Museo Soffici e del ‘900 italiano di Poggio a Caiano, Museo Archeologico Francesco Nicosia di Artimino, Museo della Badia di Vaiano e MuMat, Museo delle Macchine Tessili di Vernio, ancora una volta è riuscito a integrare realtà culturali e competenze culturali e scientifiche diverse per offrire una lettura a tutto tondo dell’eredità etrusca approfondendo molteplici punti di vista e permettendo ai visitatori di scoprire e riscoprire i musei della Rete sotto l’egida dello spirito etrusco.
Ampissimo il panorama di appuntamenti che la Rete ha saputo realizzare, dall’esposizione di oltre ottanta oggetti d’avorio recentemente restaurati del Museo Archeologico di Artimino, alla mostra di arte contemporanea del Museo Soffici e del ‘900 italiano “ARCHEO-INGANNI. Echi etruschi e riflessi d’antichità” con opere d’arte provenienti dal Centro Pecci e da altre raccolte.
E poi la tessitura e la tintura al tempo degli Etruschi del Mumat di Vernio, la pittura dell’epoca con la Casa Museo Leonetto Tintori, il viaggio fra le stelle degli antichi del Museo Italiano di Scienze Planetarie e le arti divinatorie ispirate dal volo degli uccelli del Centro di Scienze Naturali. E ancora il gusto degli Etruschi al Museo della Badia di Vaiano e il mito della Prima Italia, l’identità italica in chiave fascista del Museo della Deportazione. Un viaggio che da marzo a giugno ha esplorato, con sguardi, competenze e scenari diversi il complesso mondo dell’antica Etruria.


