PRATO – Anche stavolta l’obiettivo di far dialogare memoria e storia con il presente è riuscito. Nel nuovo numero di Prato Storia e Arte, la rivista della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato diretta da Giampiero Nigro, si dipana un racconto che merita di essere condiviso e approfondito. La presentazione si terrà giovedì 19 marzo, alle 18.30, nella chiesa di San Francesco. Oltre al direttore interverrà la presidente Diana Toccafondi in dialogo con gli autori dei diversi interventi.
Come sempre il racconto a più voci recupera vicende sconosciute ai più. Giampiero Nigro, ad esempio, racconta una Prato vivace fucina di tipografi e stampatori, mentre la vocazione al collezionismo d’arte della famiglia Forti e del “versatile” Loriano Bertini vengono illustrate da Alessia Cecconi e da Daniela Degl’Innocenti. Al CID Arti visive del Pecci, il maggior centro di informazione e documentazione artistica della Toscana, dedica il suo intervento Stefano Pezzato.
La copertina è dedicata al crocifisso e alla pala d’altare che l’accoglie, ritornati in San Francesco dopo l’ampio intervento di restauro. L’opera era stata commissionata da Francesco di Marco Datini (il mercante con il suo copricapo rosso si riconosce chiaramente). Tutti i segreti del restauro che ha interessato il complesso monumentale vengono presentati da Francesco Marchese
Gli articoli costituiscono un viaggio nel tempo, pieno di curiosità. Sull’identità e l’immagine della Terra di Prato a fine Cinquecento interviene Daniela Degl’Innocenti, Filippo Tosciri illustra il patrimonio musicale riscoperto della Biblioteca Roncioniana e ancora Niccolò Lucarelli approfondisce il ruolo della Biblioteca Popolare di Antonio Bruni come strumento d’emancipazione culturale, infine Teresa Paladin presenta Arte di parole, premio letterario Città di Prato che vede ogni anno protagonisti giovani di tutta Italia. Il numero si chiude con la rubrica Sguardi dal mondo in cui lo storico dell’economia Paulino Iradiel Murugarren fa memoria del suo incontro con Federigo Melis e la figura di Francesco Datini.


