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Un documentario per ricordare Zaim Kobilica, grande capitano dell’AlPi Pallamano Prato

Le riprese si sono concluse a Montecarlo di Lucca, dove è sepolto Zaim che in Italia ha segnato 2816 reti in 484 partite (giocate tutte col Prato, ad eccezione di una ventina col Rubiera nel 2000).

PRATO – Un grande campione non si dimentica mai. Ed è quello che è successo nel fine settimana fra Prato e Montecarlo di Lucca dove una troupe proveniente dalla Bosnia ed Erzegovina è arrivata in Toscana per completare un documentario dedicato a Zaim Kobilica, immenso capitano ed allenatore dell’AlPi Pallamano Prato, nato a Zenica il 25 maggio 1965 e scomparso a Lucca il 17 luglio 2015.

Zaim arrivò a Prato nell’estate del 1991, su segnalazione dell’allora tecnico della squadra pratese Zdenko Antovic, anche lui bosniaco. Massimo Taiti, una vita nell’handball e che all’epoca era dirigente del club, si accorse subito della grandezza del giocatore e lo portò in riva al Bisenzio con un abile blitz di mercato come lui sapeva fare, strappandolo dal cuore della Bosnia jugoslava e da quella città conosciuta per l’acciaio.

Per ricostruire la storia e i ricordi nei confronti di un campione che oltre a Prato ha rappresentato un vanto per la repubblica balcanica, è giunta in città una troupe composta da un direttore della fotografia, un regista e un operatore, guidati da Mustafa Dzonlagic, ex console della Bosnia ed Erzegovina in Turchia e grande giocatore di pallamano negli anni 80/90 compagno di nazionale di Zaim.

La troupe è partita da Sarajevo ed è giunta in Toscana venerdì scorso, proveniente da Roma. Al Palazzetto di Maliseti, intitolato dal 24 giugno 2017 a Zaim Kobilica, sono state girate le immagini principali del lavoro che sarà completato nei prossimi mesi, con le interviste alla moglie Maida e alle figlie Diana ed Emma che hanno ricordato con commozione momenti privati anche dello Zaim padre e marito.

La sua maglia numero 7 è appesa accanto al tabellone luminoso del Palazzetto di Maliseti, come una presenza immortale in quell’impianto che raccolse l’eredità del Pattinodromo nel quale, per la verità, si celebrarono tutte le vittorie della pallamano pratese.

Le riprese si sono concluse a Montecarlo di Lucca, dove è sepolto Zaim che in Italia ha segnato 2816 reti in 484 partite (giocate tutte col Prato, ad eccezione di una ventina col Rubiera nel 2000).

Zaim è stato anche allenatore per due anni dal 2007 al 2008 della Pallamano Prato, con cui ha chiuso l’attività agonistica poco prima del deflagrare della malattia che troppo presto ce l’ha portato via. La delegazione bosniaca ha ringraziato tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo lavoro, che una volta completato sarà presentato anche alla città di Prato, in onore di quello che sicuramente è un simbolo sportivo laniero.

© Riproduzione riservata

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