PRATO – Dialoghi sulla Persona: Capire, Immaginare, Agire. È il titolo del ciclo di incontri promosso dal consiglio pastorale della parrocchia di Santa Maria delle Carceri di Prato.
L’iniziativa, sviluppata da un gruppo di lavoro della parrocchia e del polo educativo Sant’Anna nasce dalla convinzione che, per essere protagonisti del nostro tempo come cittadini e – per chi lo è – come cristiani, sia indispensabile interrogarsi e dialogare sui grandi temi che segnano il presente.
Il primo dei tre appuntamenti in programma è di grande richiamo: l’ospite sarà Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta e autore di libri di grande successo, tradotti in quindici nazioni. Nel 2004 ha ricevuto dal Ministero della salute la medaglia d’argento al merito della sanità pubblica. È divulgatore scientifico e collabora con i principali media nazionali. Ogni giorno, i suoi profili social sono seguiti da 200mila persone. La prima serata, con inizio alle 21, s’intitola Allenare alla vita ed è in programma giovedì 5 febbraio all’auditorium della Camera di Commercio (ingresso da via Pelagatti, 17). La partecipazione è libera, ma occorre prenotarsi attraverso il sito www.eventbrite.it (cercare l’evento Allenare alla vita).
Durante la serata si discuterà su come e perché ripristinare l’autorevolezza educativa ed affettiva dell’adulto, grazie proprio alla presenza di un grande esperto come Alberto Pellai.
Questi gli altri incontri. Martedì 21 aprile, AI generativa: sfide per la comprensione umana, con la professoressa Emilia Palladino, docente alla Pontificia università Gregoriana di Roma. Giovedì 25 giugno, Il carcere tra dignità umana e rieducazione, con relatore il professor Giuseppe Caputo dell’Università di Firenze, insieme ad altri esperti e testimoni del mondo del carcere. Gli incontri si svolgeranno all’auditorium della Camera di Commercio in orario serale, aperti al pubblico e gratuiti.
“Crediamo che solo attraverso il confronto e la riflessione sia possibile costruire una comunità più consapevole e responsabile – scrivono gli organizzatori –, vogliamo aprire nuovi orizzonti e saper adattare alle croci dell’ora presente la parola consolatrice del Vangelo con un linguaggio adatto all’uomo di oggi”.


