PRATO – Il percorso del Cardato Riciclato Pratese verso l’ottenimento del marchio IGP (Indicazione geografica protetta) incassa l’apertura del governo centrale. Dopo i recenti incontri tenutisi a Bruxelles in sede europea, la delegazione dell’associazione pratese ha incontrato a Firenze il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante un appuntamento ospitato negli spazi della Camera di Commercio.
Il tavolo di confronto ha puntato i fari sul valore delle competenze artigianali e sulla necessità di tutelare le eccellenze produttive legate al territorio. Un tema che tocca da vicino il distretto laniero pratese, impegnato a ottenere una certificazione in grado di proteggere e identificare a livello internazionale le proprie lavorazioni storiche.
Il rappresentante dell’esecutivo ha riconosciuto il peso specifico del comparto: “Il riconoscimento Igp è uno strumento importante per valorizzare, tutelare e incentivare lo sviluppo delle attività legate al riciclo. Il cardato nasce qui, in questo territorio, e rappresenta un sapere manifatturiero che tutto il mondo ci riconosce e ammira”. Urso ha inoltre sottolineato l’attualità del modello produttivo locale: “Oggi questo tipo di lavorazione non è più soltanto un’arte, ma risponde a una necessità concreta, sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale sia rispetto alla disponibilità e all’approvvigionamento delle materie prime. È fondamentale che questa capacità dell’impresa italiana possa essere adeguatamente riconosciuta e protetta”.
Soddisfazione è stata espressa da Alessandro Sanesi, presidente dell’associazione Cardato Riciclato Pratese: “Il fatto che il ministro delle Imprese e del Made in Italy abbia manifestato un interesse concreto nei confronti del nostro know-how rappresenta un segnale significativo e ci incoraggia a proseguire con determinazione nel percorso verso il riconoscimento Igp”. Sanesi ha ribadito l’obiettivo del progetto: “Il nostro obiettivo è dare il giusto valore a una lavorazione che distingue il prodotto pratese dalle altre produzioni laniere, esaltandone l’identità e il legame autentico con il made in Italy. Un patrimonio di competenze che merita di essere riconosciuto e tutelato anche a tutti i livelli”.
A rimarcare la portata dell’evento è intervenuto anche il responsabile delle relazioni esterne dell’associazione, Leonardo Raffaelli, ricordando i numeri del settore: “Sentiamo la responsabilità di rappresentare un comparto che coinvolge oltre cinquemila lavoratori e il nostro compito, adesso, è far comprendere sempre di più anche ai grandi brand internazionali il valore di ciò che viene prodotto a Prato”.


