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PRATO – Intelligenza artificiale, il suo utilizzo sta cambiando profondamente il lavoro dei professionisti e delle imprese. Per questo l’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Prato, la Fondazione dei Commercialisti di Firenze e la Conferenza degli Ordini dei Commercialisti della Toscana ha promosso un incontro per fare il punto su una situazione in evidente evoluzione.
Dopo il saluto del presidente dell’ordine pratese Filippo Ravone e l’introduzione del consigliere Edoardo Sarti sono intervenuti gli esperti Dario Deotto che ha parlato dell’utilizzo dell’IA nella fiscalità, Marco Cramarossa che ha illustrato il ruolo dell’algoretica e Maurizio Maraglino Misciagna che ha approfondito il tema della rivoluzione silenziosa che sta ridisegnando fiscalità e business imprenditoriali.
“Il nostro lavoro è sempre stato in evoluzione e adesso, con l’arrivo dell’IA, sta davvero cambiando molto – ha sottolineato Edoardo Sarti – Già utilizziamo software di contabilità che fanno ricorso all’IA, come sempre accade quando ci sono innovazioni è necessario rimanete aggiornati e avere piena consapevolezza degli strumenti. Del resto, anche le nostre imprese stanno imparando a utilizzare l’IA per essere maggiormente competitive”.
“L’intelligenza artificiale ovviamente va a sostituire l’umano in tante funzioni ripetitive ma in futuro non faremo soltanto gli esecutori dell’Agenzia delle entrate – ha messo in evidenza Dario Deotto – sicuramente l’Intelligenza Artificiale verrà utilizzata dalla stessa agenzia per gli accertamenti ma questi non potranno essere fondati soltanto su di essa, già alcune pronunce parlano chiaro: non si può fare un atto motivandolo solo sulle risultanze dell’algoritmo. Quindi l’IA è uno strumento che non può sostituire le competenze del professionista e neppure il rapporto tra cittadino e stato”.
L’algoritmo sta già condizionando le nostre vite, anche se non ce ne accorgiamo. Così, per fronteggiare la sua ‘dittatura’, è nata l’algoretica.
“È un vocabolo adottato dall’Accademia della Crusca che è stato coniato dal professor Paolo Benanti, consigliere di Papa Francesco e unico italiano al Comitato sull’IA delle Nazioni Unite – ha spiegato Marco Cramarossa – sostiene la possibilità, non certo facile da utilizzare, di addestrare gli algoritmi facendo ricorso all’utilizzo di principi etici condivisi”.