PRATO – Mario Adinolfi, candidato del Popolo della Famiglia a sindaco di Prato, intervistato nella trasmissione televisiva Calibro 9 dal vicedirettore de La Verità, Francesco Borgonovo ha dichiarato: “Habemus Biffoni. Dopo settimane di risse intestine le correnti del Pd hanno trovato l’intesa su come spartirsi le poltrone tra le correnti e così domani, a 11 giorni dalla scadenza termini per la presentazione delle liste, finalmente il Pd ufficializzerà ai suoi scodinzolanti alleati la scelta conservatrice di continuare a governare con l’assetto e l’uomo che domina la città di Prato dal 2014”.
“I pratesi il 24 maggio saranno dunque chiamati a un referendum: se considerano positivo il modo in cui Prato è stata amministrata negli ultimi dodici anni voteranno Biffoni; se pensano che Prato necessita di risorgere dal degrado in cui è piombata voteranno Mario Adinolfi o uno degli altri candidati sindaco – dice – Credo sia vitale per la città costringere il Pd al ballottaggio e sono certo che i pratesi non si consegneranno di nuovo all’intreccio di interessi che hanno determinato le dimissioni del sindaco Bugetti e lo scioglimento del consiglio comunale dopo appena un anno seguito al decennio di Biffoni sindaco. A tal proposito proporrò in primis a Biffoni stesso e poi se lui lo firmerà anche agli altri candidati sindaco un patto antimassoneria: chiunque sia eletto si impegna a non sottostare alla pervasività degli interessi di grembiulini e compassi sulla città di Prato”.
“Quando parlo di massoneria, con la posizione netta del cattolico che sa bene che i massoni sono scomunicati e interdetti dall’accesso ai sacramenti ininterrottamente dal 1738, noto che i politici pratesi fischiettano e provano a fare quello che facevano i politici siciliani negli Anni Ottanta dicendo che ‘la mafia non esiste’ – conclude – La massoneria a Prato esiste ed è ovunque, condiziona la politica e la corrompe per tutelare i suoi traffici opachi, è un potere fortissimo trasversale disinteressato al bene comune e alle necessità dei comuni cittadini. Chi vuole conservare i tradizionali assetti di potere pratesi accetta di subirne il condizionamento. I cattolici del Popolo della Famiglia lo rifiutano e chiedono ai candidati a sindaco di Prato di fare lo stesso, altrimenti Prato non risorge”.


