Nell’esposto indirizzato al Questore si parla anche di una possibile installazione di caditoie con gancio antifurto almeno nelle vicinanze degli esercizi commerciali. “Caditoie di questo tipo – dicono dall’associazione – sono già presenti in altri comuni e una proposta in tal senso è già stata fatta dalla nostra associazione alla presidente di Publiacqua che la accolse favorevolmente lo scorso 25 febbraio durante un’assemblea pubblica”. L’associazione richiede inoltre telecamere in aree considerate a rischio e miglioramento di punti luce in alcune zone del quartiere. “Chiediamo inoltre – concludono – di valutare particolari e riservati incontri con i residenti per raccogliere ulteriori segnalazioni laddove si renderà necessario”.
“Abbiamo raccolto già oltre 630 firme che consegneremo in Questura martedì prossimo – spiegano – facciamo presente che tra le firme ci sono sia quelle di dirigenti di partito bipartisan, di ex presidenti del consiglio comunale, di presidenti e/o esponenti di vari comitati e associazioni di Prato comprese AttivaPrato e l’associazione San Paolo Viva composta da commercianti della zona, di persone civiche che ricoprono ruoli nella Diocesi, di esercenti a nome della loro attività, di presidenti ed esponenti dei circoli, della casa del popolo, del centro sociale. In alcuni casi sono presenti firme a nome di soggetti nella loro interezza e che pertanto rappresentano tutte le persone che vi fanno parte, come la Cooperativa Sociale Alice Onlus. Nella scrittura dell’esposto abbiamo avuto il supporto tecnico di Salvo Ardita, membro di AttivaPrato”.


