PRATO – Nella giornata di ieri (7 febbraio) si è rinnovato un gesto di memoria e raccoglimento che, da anni, accompagna il calendario civile di quanti ritengono doveroso ricordare una delle pagine più tragiche e a lungo taciute della storia del Novecento italiano.
I militanti di Etruria14 hanno infatti deposto una corona di alloro in onore dei Martiri delle Foibe, rendendo omaggio a migliaia di uomini, donne e bambini uccisi nel secondo dopoguerra nelle terre dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.
La cerimonia si è svolta in modo sobrio e silenzioso, lontano da clamori mediatici e strumentalizzazioni, nel solco di una tradizione che precede l’attuale centralità politica del tema. Un momento di raccoglimento, volto esclusivamente a ricordare le vittime di una violenza ideologica che colpì persone accomunate, nella maggior parte dei casi, dalla sola colpa di essere italiane.

“Ricordare significa restituire dignità a chi è stato cancellato due volte: prima con la morte, poi con il silenzio”, è il messaggio che i militanti hanno voluto affidare al gesto simbolico della corona di alloro.
Un atto semplice, ma carico di significato, per ribadire che la storia, anche quando scomoda, merita di essere ricordata senza filtri né omissioni.


