PRATO – “Desidero esprimere solidarietà al personale medico per la riorganizzazione del servizio di guardia medica che la Regione Toscana intende attuare dal prossimo mese e che avrà un impatto negativo anche a Prato. A me sembra che invece di razionalizzare la sanità eliminando gli sprechi, l’amministrazione regionale PD continui piuttosto a tagliare sui servizi. E a farne le spese siamo noi cittadini“.
Dania Melani, esponente di Fratelli d’Italia e candidata al consiglio regionale alle elezioni dello scorso autunno, ha così commentato il progetto di riassetto della sanità toscana che ha creato più di qualche malcontento tra i medici.
Al punto da avviare una raccolta firme, sottoscritta anche da professionisti pratesi, per chiedere ad Asl una rimodulazione dell’attività.
“L’area pratese si prospetta a quanto pare tra le più “colpite” dai tagli: a San Paolo e a Coiano resterà a quanto pare un solo medico in turno da mezzanotte alle 8 – prosegue Melani – in centro, si profila un solo medico per il turno notturno e due per il serale. Ancor più fosco, potenzialmente il quadro della provincia il medico di turno a Casale dovrà a quanto pare occuparsi anche di Poggio a Caiano ed anche Vernio e Vaiano rimarranno come sempre con un solo medico di guardia. Così, oltre che a ridurre il servizio per la cittadinanza, si andrebbe però a caricare ulteriormente il lavoro dei dottori, chiamati da soli a dare risposte ad un numero maggiore di residenti che talvolta abbracciano più territori comunali. Con tutte le criticità e le problematiche facilmente intuibili”.
Tagli che, fa presente Melani, arrivano in un contesto in cui la richiesta da parte dell’utenza appare in aumento. Soprattutto nel fine settimana, quando le richieste raggiungono il picco.
“Asl aveva annunciato già un anno fa un sostanziale incremento nel territorio pratese, delle prestazioni assicurate dal servizio di Continuità Assistenziale. Le tre sedi sul territorio di Prato, ovvero Coiano, San Jacopo e San Paolo, avevano fatto registrare già a tra il 2022 ed il 2023 un incremento del 35% delle prestazioni erogate. Segno che la richiesta sul territorio è consistente – ha concluso Melani – e dal governo Meloni, tramite il Fondo Sanitario Nazionale, sono stati assegnati alla Toscana più di 8 miliardi di euro per la sanità.
Una cifra importante, che deve rappresentare uno stimolo per valorizzare il servizio eliminando sprechi di denaro pubblico. Il consigliere regionale FdI Diego Petrucci aveva fatto presente come a livello regionale vi sia un primario ogni quattro medici: ecco come il PD regionale spende in sanità, moltiplicando posti di rilievo ma tagliando i servizi. Siamo convinti che una razionalizzazione anche di questo sistema di cose possa creare un modello più efficace e efficiente, che dia risposte migliori e che costi di meno”.


