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Pronto soccorso, Melani e Zecchi (Fdi): “Numeri che confermano il sottodimensionamento. Vigilare sul futuro del Pir”.

Gli esponenti del partito: "Dal 2013, anno dell'entrata in funzione del nuovo ospedale, i pratesi hanno sofferto e subìto la carenza di posti-letto”.

PRATO – “I numeri relativi al pronto soccorso dell’Ospedale Santo Stefano forniti alla stampa dal dottor Simone Magazzini confermano indirettamente quel che il centrodestra ha sempre sostenuto: dal 2013, anno dell’entrata in funzione del nuovo ospedale, i pratesi hanno sofferto e subìto la carenza di posti-letto a causa di una struttura sottodimensionata rispetto ai residenti sul territorio. E medici e personale sanitario si sono trovati costretti a dover lavorare in condizioni sempre crescenti di stress ed emergenza”.

Dania Melani, esponente di Fratelli d’Italia e candidata al consiglio regionale alle scorse elezioni, si è così espressa in merito alla situazione ed alle prospettive del Santo Stefano.

“I problemi sono quelli denunciati da tempo, iniziando dai tempi d’attesa lunghi per l’utenza – il commento di Zecchi e Melani – trasferire il Pir nella nuova palazzina dell’ospedale dalla prossima estate potrebbe se non altro sfoltire l’affluenza al pronto soccorso, venendo incontro sia ai pazienti che al personale. Ma resteranno gli errori e la scarsa lungimiranza mostrata da una ben nota parte politica, sin dai tempi della progettazione.

Anche Cosimo Zecchi, consigliere comunale uscente di Fratelli d’Italia, si è focalizzato sul Pir. “Niente di nuovo sotto il sole: il pronto soccorso è sottodimensionato per una città che veleggia verso i 100mila accessi all’anno. I codici di gravità bassa sono alti, il 42%, come in media nazionale. D’altra parte la popolazione di Prato cresce, abbiamo un nosocomio da 500 posti letto o poco più e la regione da sempre a guida PD ha sempre fatto finta di non vedere che mancano completamente cure intermedie sul territorio – hanno aggiunto Zecchi e Melani – nel corso dell’ultimo anno il Pir, attuato in via sperimentale ma delocalizzato rispetto all’ospedale, in via Fra Bartolomeo, non ha affatto alleggerito la pressione sul pronto soccorso. Se, come annunciato dall’assessore Monni, il Pir verrà posto nella nuova palazzina del Santo Stefano, si andrà il “modello Torregalli”, l’unico che abbia dato qualche risultato, con accesso dal triage del pronto soccorso ospedaliero. Bisognerà però vigilare su come sarà dimensionato il Pir, perché Prato non può più essere considerata una cittadina: ha numeri da grande città e merita strutture adeguate”.

© Riproduzione riservata

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