PRATO – A poche ore dalla notizia riportata dagli organi di stampa relativa alla convalida da parte del Tar dell’ordinanza di sfratto dell’edificio che ospita la questura di Prato, Gianluca Banchelli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e candidato sindaco del centrodestra alle scorse elezioni, pone l’accento anche sulla situazione del tribunale pratese nota da anni.
“Il Tribunale di Prato va ripensato, con una visione di lungo periodo: riteniamo che la questione non possa essere affrontata limitandosi a tamponare le criticità dell’attuale struttura. Serve una scelta strategica: progettare una nuova sede, moderna, efficiente e dimensionata sulle esigenze reali della giustizia di oggi e sulle prospettive della città di domani”. dice Banchelli. Tant’è che già in piena pandemia, con il “Next Generation Prato”, si parlava di utilizzare fondi Pnrr per intervenire sulla struttura di piazza.
“L’attuale edificio presenta criticità evidenti. In meno di quarant’anni è diventato una struttura fortemente degradata, sulla quale sarebbero necessari interventi significativi di risanamento, adeguamento e messa a norma. Ma c’è anche un altro elemento che non può essere ignorato: la giustizia è cambiata. La digitalizzazione e il processo telematico hanno profondamente modificato le esigenze organizzative e spaziali degli uffici giudiziari. Gli enormi spazi concepiti per una realtà dominata dalla documentazione cartacea non sono più necessariamente coerenti con le esigenze attuali e comportano comunque costi importanti di gestione e manutenzione – ha aggiunto Banchelli – per questo, una nuova sede non deve essere considerata una spesa improduttiva, ma un investimento sulla funzionalità della giustizia e sulla città”. E su queste basi, Banchelli propone di valutare una serie di scenari, tra cui la dismissione dell’attuale edificio.
“La nostra proposta è chiara: valutare una nuova collocazione del Tribunale, possibilmente più centrale, coerente con l’esigenza di riportare servizi pubblici nel centro storico e nelle aree ad esso prossime – ha detto – parallelamente, occorre affrontare il tema dell’attuale area del Tribunale come una grande occasione di rigenerazione urbana: si tratta di un’area di rilevante valore strategico per Prato. Nel 2021, con il Next Generation Prato, figurava un progetto che ipotizzava una parziale demolizione e ricostruzione dell’attuale edificio, che tuttavia non ha avuto seguito. Anche questo riteniamo necessario avere il coraggio di ragionare sulla dismissione dell’attuale struttura e sulla sua sostituzione con un nuovo pezzo di città: qualità architettonica, verde pubblico, parcheggi, servizi e spazi destinati alla collettività”.


