PRATO – Un nuovo deposito di armi legato alla criminalità albanese è stato individuato nel Pratese, a pochi giorni dal rinvenimento di un laboratorio clandestino per la produzione di armi in uso a esponenti della criminalità cinese. L’operazione conferma come il territorio pratese continui a rappresentare un punto critico sul fronte della sicurezza pubblica.
Il ritrovamento è avvenuto in un immobile situato in via Marchin 3, in località Sant’Ippolito, nel comune di Vernio. Nell’immobile, la Squadra Mobile di Prato ha rinvenuto cinque armi comuni da sparo funzionanti, settantacinque cartucce, un proiettile, sostanze stupefacenti e la somma in contanti di 30.000 euro, suddivisi in banconote di vario taglio.
Tra le armi sequestrate figurano due pistole Beretta — una modello 70 calibro 7.65 e una modello 84F calibro 9mm, quest’ultima risultata compendio di un furto in abitazione commesso nel dicembre 2021 a Quarrata — oltre a una pistola scacciacani modificata, priva di dati identificativi e pertanto classificata come arma clandestina, un revolver tascabile con cinque cartucce inserite e una pistola a salve replica Glock.

L’immobile è risultato nella disponibilità di un cittadino albanese di 43 anni, nato a Shkodër, pluripregiudicato, irregolare sul territorio nazionale e già sottoposto a detenzione domiciliare per altra causa, e di una donna rumena di 42 anni.
Secondo la Procura della Repubblica di Prato, che ha diramato il comunicato in data 26 marzo 2026, il materiale rinvenuto è riconducibile a contesti di criminalità organizzata. Nell’immobile sono stati trovati anche documenti di identità falsi.


