PRATO – A Prato Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Partito Comunista Italiano hanno deciso di costruire insieme un programma alternativo per le prossime amministrative. L’obiettivo è quello di costruire una lista con al centro l”a condivisione dei principi di eguaglianza che contraddistinguono la prassi della sinistra di classe, per dare voce a tutte quelle istanze necessarie per tessere relazioni e costruire comunità”.
Il candidato a sindaco per Prato sarà Enrico Zanieri.
“Ci uniamo – spiegano i tre partiti – perché la nostra società vive una profonda crisi democratica, tra scandali e ricatti, sfruttamento lavorativo e insicurezza. Noi vogliamo segnare una netta linea di frattura con una modalità di governare questa città dove si è pensato a salvaguardare gli interessi di pochi appartenenti alle solite lobbies di potere e per seminare e far crescere un’idea di città che abbia al centro la collettività, le classi popolari e il suo benessere. La città ha bisogno di visioni alternative e popolari, di rilanciare l’azione pubblica e collettiva contro le vecchie logiche che tendono a riprodursi anche con candidature logore e che hanno fatto danni ancora incalcolabili a Prato. Siamo stati capaci di lavorare e pensare delle alternative di governo della città e di dare una risposta a quanti ci hanno sempre chiesto di andare uniti e ci poniamo l’obbiettivo di far scaturire un dibattito vero in città che non sia dettato da interessi personali o di gruppo. Siamo sempre stati critici senza avere diritto di tribuna: non ci mancano temi e idee, proposte e riflessioni, contiamo di avere gli spazi adeguati per esprimerci ad armi pari e poter incrinare quel sistema di potere trasversale che tende a inglobare tutto e il contrario di tutto”.
“La nostra sarà una lista di rottura – dicono ancora – incompatibile con le due facce della stessa medaglia. Saremo e siamo alternativi tanto al campo largo e al consociativismo sociale e sindacale che fa da sponda al Partito Democratico, quanto alla destra nelle sue articolazioni. E da subito chiariamo che in caso di ballottaggio non faremo nessuna dichiarazione di voto. Saremo dalla parte delle esigenze e delle aspirazioni di riscatto di quelle classi popolari che oggi pagano i costi dell’economia di guerra e di un sistema di potere subalterno alle logiche di privatizzazione e di messa a profitto della città e di chi a Prato ci vive, lavora e studia. Vogliamo una città che rilanci i propri parchi cittadini, dalle Cascine di Tavola a Galceti. Che riprenda in mano pubblica il Centro di Scienze Naturali. Che operi attivamente contro lo sfruttamento lavorativo e rilanci l’azione pubblica nella pianificazione industriale della città, con una diversa destinazione dell’Hub del Tessile, la certificazione della filiera, il rinnovamento del Buzzilab, il polo fieristico. Prato ha bisogno di strutture sportive capillari per la popolazione e anche impianti adeguati alla grandezza della terza città del Centro Italia e primo polo industriale tessile e abbigliamento d’Europa. Abbiamo bisogno di una sanità pubblica efficiente e vicina, che sappia riconciliare chi lavora e chi usufruisce delle strutture sanitarie e di scuole pubbliche di qualità. Abbiamo coscienza che il pubblico debba investire nel sociale, a partire dalla casa. Siamo contrari all’allargamento dell’aeroporto e al progetto delle multiutility, per una gestione in house dei servizi pubblici. Questi sono i temi che interessano le cittadine e i cittadini, non i ritorni di fiamma o le telenovele sui candidati a sindaco. Noi ci proponiamo come alternativi anche a questa politica, fatta di nomine e poltrone e mai di progetti e programmi. Noi siamo la buona politica che vuole proporre, vuole discutere e programmare il futuro di questa città”.


